Cina: Pil mette il freno, dopo inizio d’anno boom

15 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Frena l’economia cinese, dopo un inizio d’anno boom. Nel secondo trimestre, il Pil ha segnato un aumento del +7,9% annuale dopo il +18,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno, crescita particolarmente vivace a causa della base di confronto con l’inizio del 2020 quando l’attività era paralizzata dal Covid.

“Nel complesso, l’economia cinese sembra essere sulla buona strada per la ripresa, con l’obiettivo di crescita annuale del 6% da raggiungere”, ha affermato in una nota Chaoping Zhu, strategist di JPMorgan Asset Management. “Tuttavia, i rischi al ribasso e strutturali della domanda interna sono preoccupanti”, ha affermato, indicando la debole crescita del credito a lungo termine e l’incertezza sulla regolamentazione del mercato.

Frenano anche produzione industriale e consumi

Segnali di rallentamento arrivano anche dalla produzione industriale che, nel mese di giugno, ha mostrato una crescita dello 0,56% mensile e dell’8,3% annuale dopo il +’8,8% annuo di maggio. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2021, la produzione industriale è cresciuta del 15,9% su anno. Traina la manifatturiera, che ha segnato un aumento del 17,1%.

In frenata anche i consumi. Nel mese di giugno, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% mensile e del 12,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente dopo +12,4% annuo di maggio. Complessivamente nel primo semestre le vendite al dettaglio sono aumentate del 23% (+13,9% su anno nel secondo trimestre).

I segnali odierni di rallentamento dell’economia cinese hanno innescato speculazioni sulla possibilità che il governo possa mettere in campo nuove misure di sostegno all’economia e che la banca centrale possa varare allentamenti alla politica monetaria. Da oggi è attivo il taglio dello 0,5% ai requisiti di riserva obbligatori delle banche annunciato la settimana scorsa dalla banca centrale per sostenere l’economia reale e le aziende che devono fare i conti con l’aumento dei prezzi delle materie prime.

Nei giorni scorsi, il primo ministro Li Keqiang ha confermato che la Cina manterrà l’economia “in un range ragionevole” nella seconda parte del 2021 e farà ricorso a misure per alleviare le pressioni che gravano sulle piccole aziende. La Cina, ha detto Li, si concentrerà sul sostegno all’economia reale e sulla creazione di posti di lavoro, senza “inondare” l’economia di liquidità e mantenendo una politica monetaria prudente.