“Nella guerra dei dazi, non porgeremo l’altra guancia agli Usa”

26 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

La Cina non farà nessuno sconto agli Stati Uniti nella guerra commerciale, combattuta a colpi di dazi. Lo ha confermato il presidente cinese Xi Jinping,  che si è detto pronto a vendicarsi delle azioni subite dagli Usa.

“In Occidente l’idea prevalente è che se qualcuno ti colpisce sulla guancia sinistra, porgi l’altra guancia”, ha detto Xi, la settimana scorsa di fronte una delegazione di 20 amministratori delegati di multinazionali, principalmente americane ed europee. “Nella nostra cultura, restituiamo il pugno”.

Le dichiarazioni di Xi, riprese dal Wall Street Journal, arrivano in concomitanza con l’intensificazione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti. In particolare, dopo le nuove tariffe pianificate dell’amministrazione Trump su importazioni cinesi da 50 miliardi di dollari e l’annuncio di Pechino di contromisure. .

“La Cina non cederà alle pressioni esterne e mangerà gli amari frutti“, ha detto un ufficiale anziano senza nome nel rapporto del Journal. “Questo è il principio di negoziazione stabilito dal presidente Xi”.

In tema di dazi, ieri l’agenzia Moody’s ha spiegato che i dazi statunitensi proposte sulle importazioni di automobili avranno implicazioni negative di vasta portata per l’intera industria automobilistica.

“Una tariffa del 25% su veicoli e componenti importati sarebbe negativa per ogni segmento dell’industria automobilistica – produttori automobilistici, fornitori di ricambi, concessionari auto e società di trasporti … Se dovessero essere imposte tariffe, le case automobilistiche dovrebbero assorbire i costi per proteggere le vendite volumi o aumentare i prezzi per passare i costi tariffari ai clienti, il che potrebbe danneggiare le vendite; o una combinazione di entrambi”.

Sempre ieri gli investitori hanno dovuto fare i conti con messaggi contrastanti giunti dall’amministrazione Trump. Il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, ha scritto un tweet dicendo che Washington ha nel mirino non solo la Cina ma tutti i Paesi che “rubano tecnologia Usa”.

Poi nell’ultima ora di scambi, Peter Navarro, il consigliere commerciale del presidente americano Donald Trump, ha detto a Cnbc che non ci sono piani immediati per imporre restrizioni sugli investimenti cinesi o di altri Paesi come invece si era temuto.