Cina: crescita Pil a ritmi più lenti in 14 anni. E ora?

20 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Con il prodotto interno lordo della Cina che nel 2013 è sceso ai ritmi più lenti in 14 anni, cosa c’è in serbo per la seconda economia più grande del mondo?

Il Pil cinese è salito nel quarto trimestre +7,7% su base annua, in rallentamento rispetto a +7,8% dello stesso periodo dell’anno precedente, comunque meglio del +7,6% atteso dal consensus.

L’opinione degli economisti, riferisce l’emittente Usa CNBC a riguardo si è divisa in due campi distinti: alcuni vedono un continuo rallentamento della crescita verso il 7% nel 2014, e altri si aspettano invece una ripresa sopra l’8%.

Questa forte disparità deriva da una varietà di fattori tra cui la misura in cui le riforme del Terzo Plenum di novembre avrà un impatto sulla crescita economica e il grado con cui la Cina beneficerà della ripresa della domanda globale.

In campo rialzista c’è Louis Kuijs, capo economista presso RBS Cina, che vede l’economia del Paese in crescita dell’8,2% nel 2014, rispetto al 7,7% del 2013. Kuijs si aspetta che “la Cina beneficerà di un miglioramento della crescita globale quest’anno. Una più veloce crescita del commercio mondiale, infatti, dovrebbe sostenere la crescita della Cina attraverso esportazioni più forti e investimenti delle imprese”.

Kuijs sostiene d’altro canto che le riforme che dovrebbero essere effettuate quest’anno avranno un effetto “sostanzialmente neutrale per la crescita”.

Li-Gang Liu, capo economista, Greater China a RBS, ha invece un approccio diverso rispetto a quello di Kuijs e vede un rallentamento della crescita al 7,2 per cento quest’anno.

Secondo Liu, infatti, le esportazioni probabilmente rallenteranno la crescita, poichè l’apprezzamento dello yuan diminuirà la competitività della Cina. Inoltre, Liu ritiene che “l’intero pacchetto di riforme, probabilmente, peserà sulla crescita economica della Cina nei prossimi 1-2 anni”.

Anche Dariusz Kowalczyk, senior economist e strategist di Credit Agricole, ha una previsione di crescita del 7,2 per cento per il 2014 e aggiunge che elevati livelli di debito restano una minaccia fondamentale per l’economia.