Cina, corruzione all’Onu sarebbe parte di strategia per dominio globale

13 Novembre 2018, di Alberto Battaglia

La Cina sta cercando di promuovere un nuovo modello mondiale, basato sullo sviluppo trainato dal Dragone, piuttosto che dall’occidente. Sarebbe questa la lezione più profonda insegnata dal caso di Patrick Ho, l’ex funzionario governativo di Hong Kong arrestato un anno fa all’aeroporto Jfk di New York, con l’accusa di corruzione di un presidente dell’assemblea generale Onu e di altri uomini di potere africani per un totale di 2,9 milioni di dollari.

 

L’uomo, 69 anni, era il presidente di una Ong affiliata all’Onu, la China Energy Fund Committee. Essa è il think tank della conglomerata statale Cefc China Energy. Ho, comunque non avrebbe agito solo per interessi personali o strettamente legati alla Ong. “Una raffica di documenti depositati di recente”, si legge in un’inchiesta di Yahoo News, “rivela che il governo ha raccolto almeno alcune comunicazioni di Ho sotto un mandato del Foreign Intelligence Surveillance Act, un ordine segreto usato per monitorare i presunti agenti stranieri”.

 
L’attività di Ho, dunque, rappresenterebbe il tentativo di influenzare l’istituzione simbolo dell’ordine globale sotto l’egida Usa, le Nazioni Unite. Ufficialmente i reati contestati all’uomo sono di natura strettamente finanziaria. Ma la storia non si esaurirebbe qui. Indipendentemente dagli argomenti dell’accusa in tribunale, i funzionari dell’intelligence affermano che il caso di Ho si inserisce in un modello più ampio, spiega Yahoo News. Nel dettaglio, alcuni documenti relativi al caso di Patrick Ho collegherebbero l’attività corruttiva alla promozione della Nuova via della seta. Questa, oltre a essere un progetto per lo sviluppo delle infrastrutture, sarebbe parte di un nuovo modello che vedrebbe in primo piano il ruolo geopolitico di Pechino.

 
La Cina starebbe utilizzando società private, miliardari, agenzie di spionaggio e persino enti di beneficenza per raggiungere il suo programma politico all’estero. “I cinesi non la vedono come corruzione e corruzione”, ha detto alla testata un ex alto funzionario dei servizi segreti degli Stati Uniti, “la vedono questo come un investimento, sia esso alle Nazioni Unite o altrove”.