Cina, Borsa inondata da $160 miliardi presi in prestito

2 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’indice di Shanghai è balzato dell’84% nello spazio di otto mesi. Da luglio 2014 a marzo 2015 la Borsa è salita da 2066 punti a 3810 punti, con gli investitori cinesi che hanno aperto la caccia sfrenata al profitto.

È stata sfondata per la prima volta, infatti, la soglia dei 1000 miliardi di yuan (161 miliardi di dollari) di margin debt trading, ossia il capitale preso in prestito e reinvestito a Shanghai.

Il livello è quattro volte superiore a quello registrato appena 12 mesi fa.

“È un’arma a doppio taglio”, ha detto a Bloomberg Wu Kan, gestore di Dragon Life Insurance a Shanghai, che ha in portafoglio circa 3,3 miliardi di dollari. “Quando i mercati inizieranno la fase di correzione o perderanno terreno, chiaramente la magnitudine dei cali sarà accentuata”.

Gli investitori cinesi si stanno precipitando nei mercati azionari convinti dalle decisioni della banca centrale. Da novembre l’istituto PBOC ha ridotto per due volte i tassi guida, mentre la commissione di controllo dei mercati cinesi e il banchiere centrale Zhou Xiaochhuan hanno lanciato un appello per gli investimenti nei titoli azionari.

I trader hanno aperto 2,8 milioni di nuovi conti in Borsa solo nelle ultime due settimane. Un po’ come se tutti gli abitanti di Chicago decidessereo nello spazio di 14 giorni di investire nello stesso mercato soldi presi in prestito.

Secondo l’economista di BNP Paribas, Richard Iley, il fenomeno è un segnale chiaro di una bolla alimentata da investitori non istituzionali. Più di due terzi dei nuovi investitori non hanno mai frequentato la scuola superiore.

“La leverage non può salire per sempre”, ha detto l’economista in un report pubblicato il mese scorso “Più il margin trading sale, più aumenta il rischio di una chiusura disordinata delle posizioni al primo segnale di inversione del trend”.

(DaC)