Cina, +10% in tre giorni è la nuova normalità

6 Novembre 2015, di Daniele Chicca

SHANGHAI (WSI) – L’economia va male e la Fed potrebbe alzare i tassi, ma i mercati continuano a correre. I dirigenti del governo cinese citano spesso il concetto di stabilità quando parlano degli obiettivi principali per raddrizzare la carreggiata nel tragitto tormentato di un’economia quasi allo sbando dopo anni di crescita folle. Ma quello che stiamo sperimentando sui mercati si può descrivere con tanti aggettivi, ma non certo ‘stabile’.

Malgrado le difficoltà economiche crescenti, estese a tutta l’area dei mercati emergenti, esclusa solamente l’India tra le grandi potenze del blocco, l‘azionario cinese è cresciuto del 10% in tre giorni dopo aver scambiato in trading range per un mese.

Nelle ultime tre sedute, proprio prima della pubblicazione dell’attesissimo report occupazionale Usa, la Borsa cinese ha registrato la performance migliore da quando a luglio le autorità hanno bloccato le operazioni di vendita allo scoperto.

Da dicembre dell’anno scorso a oggi è il secondo rialzo più alto realizzato da Shanghai. Allora lo scoppio di una bolla di dimensioni epiche nei mercati finanziari cinesi, che sono inondati da droghe di liquidità e soffrono di una manipolazione continua, ha preso alla sprovvista gli investitori ‘comuni mortali’.

Ora che in Cina è tornato l’ottimismo nelle sale operativa di Borsa, tutto quello di cui la Federal Reserve come scusa per poter imporre una stretta monetaria a dicembre, la prima da più di nove anni, è un rapporto governativo del lavoro che non sia pesismo in ottobre.  A quel punto un rialzo dei tassi sarebbe molto possibile.

È il più grande balzo dal divieto di short selling e il secondo più forte in un anno.

Fonte: Zero Hedge