Chi sono i politici più fannulloni d’Italia

31 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) –  I parlamentari italiani molto spesso sono additati come nullafacenti e poco propensi al lavoro. Ma quanto c’è di vero in tutto ciò? A stilare una classifica dei più fannulloni in Camera e Senato è un articolo de Il Fatto Quotidiano che si basa sui dati pubblicati sui siti istituzionali.

Dai dati emerge che quasi un quinto dei parlamentari, 178 deputati sparsi tra Camera e Senato su un totale di 945 eletti non hanno all’attivo alcuna proposta di legge come primo firmatario.

Ma andando nei dettagli, partendo dal Senato, nella lista dei più fannulloni, o meglio “meno propositivi” che si limitano a sostenere un provvedimento con la loro firma ma non ad avanzarlo per primo spunta il nome di uno dei legali dell’ex premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. A seguire il leader di Ala, Denis Verdini e Antonio Azzolini di Ap. Tra le fila di chi ha sostenuto un alto numero di provvedimenti di altri colleghi spunta il nome del senatore del gruppo Misto, Mario Mastrangelo che ha firmato ben 103 ddl di altri parlamentari. Sono solo 39, un ottavo del totale i senatori che invece si sono resi primi firmatari di un disegno di legge, 34 invece chi ne ha due.  Gli “stakanovisti” del disegno di legge sono il leghista Giacomo Stucchi, Presidente del Copasir che ha ben 92 ddl che portano la sua firma, Antonio De Poli di Ap con 83 proposte e Enrico Buemi, vicepresidente del Gruppo delle Autonomie.

Alla Camera sono 112 i parlamentari che non hanno proposte di legge all’attivo con la loro firma, come la dem Cinzia Fontana che vanta però un record di presenze. I deputati che hanno all’attivo una sola proposta da primo firmatario sono invece 81 su 630, tra cui Daniela Santanchè, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio , il presidente dem Matteo Orfini e Alessandro Di Battista. 73 invece i deputati che risultano primi firmatari di due proposte di legge. Ma anche a Montecitorio ci sono gli iperproduttivi come il leghista Davide Caparini, Gaetano Nastri (FdI), Michela Brambilla (Fi-Pdl) ed Edmondo Cirielli (FdI).

Ma  come valutare la bravura, l’impegno e l’efficacia dei nostri parlamentari? A proporre un’idea interessante e sicuramente particolare è il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo  che chiede aiuto alla matematica e propone un algoritmo per calcolare quanto l’azione di un parlamentare rispecchi il suo programma e quanto lo disattenda o lo segua. Sotto una certa soglia allora scatta l’espulsione.