Chi è Vittorio Colao, il nuovo ministro della transizione digitale

12 Febbraio 2021, di Massimiliano Volpe

Vittorio Colao il nuovo ministro della transizione digitale è un grande esperto del mondo delle telecomunicazioni e del digitale a livello internazionale.

Colao, classe 1961, bresciano di nascita, Colao si è laureato all’università Bocconi e ha ottenuto nel 1990 un master Mba alla Harvard University.

Ha iniziato la sua carriera professionale a Londra presso la banca d’affari Morgan Stanley. Ha lavorato poi negli uffici di Milano della società di consulenza McKinsey.

Vittorio Colao, una carriera nel mondo delle tlc

Nel 1996 Vittorio Colao viene nominato direttore generale di Omnitel Pronto Italia. Successivamente nel 1999 fu nominato amministratore delegato di Vodafone Omnitel divisione italiana.

Qualche anno dopo, nel 2001, viene nominato CEO regionale di Vodafone per l’Europa meridionale e nel 2003 aumenta le sue responsabilità diventando CEO regionale per Europa meridionale, Medio Oriente e Africa.

Un anno dopo, nel 2004, lascia Vodafone per diventare amministratore delegato di Rcs MediaGroup, incarico che ha ricoperto fino al 2006, dopo essere entrato in rotta con gli allora azionisti del gruppo editoriale milanese.

Successivamente nell’ottobre 2006 rientra in Vodafone come vice amministratore delegato a capo della divisione Europa. Il 29 luglio 2008 ha sostituito Arun Sarin come amministratore delegato di Vodafone.

Dopo venti anni, il 15 maggio 2018, Colao lascia Vodafone dicendo di volersi “reinventare”. Lavorerà poi per il fondo di private equity General Atlantic come special advisor, con particolare attenzione ai settori delle telecomunicazioni e consumer.

Nell’aprile 2020 viene chiamato dal governo Conte per guidare la task force della cosiddetta “Fase 2” per la ricostruzione economica del Paese a seguito dell’emergenza coronavirus. Dopo un paio di mesi di lavoro la task force presenterà un piano d’azione che rimarrà nei cassetti di Palazzo Chigi senza avere un seguito.