Censis: per gli italiani priorità è una società sostenibile

23 Novembre 2020, di Alessandra Caparello

Una società in affanno, che a causa della pandemia vede ampliarsi le disparità. E’ quella che ci sarà nel post Covid e in questa società, la sostenibilità sociale, che si intreccia con quella ambientale ed economica, in futuro non potrà più affidarsi al solo intervento dello Stato, ma dovrà contare sui buoni investimenti di una finanza capace di trasferire risparmi all’impatto sociale, con imprese che operano come una comunità.

Così emerge dal secondo Rapporto Censis-Tendercapital sui Buoni Investimenti “La sostenibilità al tempo del primato della salute”, il cui obiettivo è porre l’attenzione sulla sostenibilità sociale, intesa come l’equo accesso per tutti al benessere, con un focus sul nostro tempo di inedita emergenza sanitaria tramite le opinioni, i comportamenti e i valori degli italiani.
Dal Rapporto emerge che sono cinque milioni gli italiani che hanno difficoltà nel mettere in tavola pasti decenti e 7,6 milioni di famiglie hanno subito un severo peggioramento del tenore di vita, a seguito di redditi decurtati, spese fisse da affrontare. Oggi restare senza reddito non è più così difficile: a temerlo è il 53% delle persone a basso reddito, mentre il 42% degli italiani vede il proprio lavoro a rischio.

Sostenibilità sociale, priorità agenda italiani

Dal rapporto emerge che per il 65,1% degli italiani una società sostenibile, che rispetta i diritti delle persone, è la priorità del nostro tempo e il valore arriva al 66,7% tra i laureati.
Per il 76,4% degli italiani inoltre, le misure di tutela dell’ambiente hanno penalizzato chi ha meno risorse ed il 53,2% (è il 61,2% tra i bassi redditi, il 56,9% tra i millennial) è contrario all’introduzione di alte tasse per auto, moto e caldaie considerate inquinanti. Infine, il 74,6% (80,4% tra i millennial, il 78,6% tra i laureati) è contro l’aumento dei biglietti dei mezzi pubblici per finanziare l’acquisto di mezzi non inquinanti.

Per il Presidente del Censis, Professor Giuseppe De Rita, “la coesione sociale è un presupposto della crescita, come un buon welfare. Farli sentire con le spalle protette, per salute e futuro dei figli, è il modo migliore per rassicurare gli italiani, facendo ritrovare loro il gusto delle sfide. La pandemia ci lascerà una società impaurita, più diseguale, alla ricerca della crescita. Non sarà lo stato a debito a lenire le sofferenze, ci vorrà lo sforzo di tutti i soggetti, le imprese e i mercati”.

Secondo il Presidente di Tendercapital, Moreno Zani, “il 2020 è stato ed è tuttora un anno senza precedenti, con sfide estremamente complicate in termini sanitari ed economici. Non dobbiamo però dimenticarci delle conseguenze a livello sociale della pandemia, che rischiano di diventare davvero gravi: aumento delle disparità sociali, gender gap, paure e incertezze. Gli italiani indicano chiaramente che una società inclusiva, sostenibile, equa è la priorità del nostro tempo, con grande sensibilità sociale. Il rapporto presentato oggi evidenzia questi aspetti: con esso ci auguriamo di aver messo a disposizione un contributo utile per chi dovrà far fronte alle criticità emerse con la pandemia”.