Cdp alla conquista di Borsa Italiana, in cordata con Euronext

11 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Cassa Depositi e prestiti (Cdp) scende ufficialmente in campo assieme alla francese Euronext, per accaparrarsi il controllo del listino di Borsa Italiana, dopo la messa in vendita avviata dall’attuale azionista, il London Stock Exchange (Lse), a sua volta decisa per andare incontro alle richieste dell’Antitrust europeo sull’acquisizione di Refinitiv.

La cordata è in corsa assieme ad altri due potenziali contendenti, la Borsa svizzera SIX e Deutsche Boerse, da sempre interessata a Borsa Spa.

L’ufficializzazione è confermata in una in una nota di Cdp in cui si legge:

 “I Consigli di Amministrazione di CDP e CDP Equity – si legge in una nota di CDP – hanno deliberato di procedere congiuntamente con Euronext alla presentazione di un’offerta non vincolante per Borsa Italiana in collegamento con il processo di vendita avviato dal London Stock Exchange Group”.

Anche Euronext ha confermato “di essere attualmente in discussione con Cassa Depositi e prestiti per presentare una offerta a Lse Group per l’acquisizione delle attività e degli asset operativi chiave di Borsa Italiana”. È quanto si legge in un comunicato del gruppo, in cui si spiega che”ulteriori annunci saranno fatti se e quando sarà appropriato”.

Conto alla rovescia per le offerte non vincolanti

Le offerte non vincolanti dovranno essere presentate entro lunedì 14 settembre 2020. Inizialmente, la scadenza era stata fissata per oggi, 11 settembre, ma successivamente è stata prorogata su richiesta di alcuni interessati, per permettere di formalizzare i dettagli delle rispettive offerte sotto il profilo finanziario e della governance.

Con l’obiettivo di discutere il futuro assetto di Borsa Italiana, secondo foti finanziarie, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, avrebbe incontrato ieri a Roma il numero uno di Euronext Stephane Boujnah .

In precedenza il ministro dell’Economia aveva auspicato che Borsa Italiana rimanesse all’interno della zona euro, sottolineando che l’asset è ritenuto strategico dal governo e quindi che le offerte su Borsa Italiana e la controllata Mts, la piattaforma di titoli di Stato, saranno vagliate dal governo e dalla autorità di vigilanza “ai sensi della normativa sul Golden Power”.