Catalogna: “colpo di stato”, referendum più pericoloso della Brexit

22 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

BARCELLONA (WSI) – Il tanto discusso referendum sull’indipendenza della Catalogna sarà un duro colpo per l’Unione europea, peggio della Brexit.

Già nel 2014 il governo catalano ci aveva provato ma all’epoca il referendum andò quasi semi deserto. Ora però l’attenzione è nettamente maggiore e un po’ è anche colpa del governo centrale guidato da Mariano Rajoy. Pronto a dar battaglia contro il referendum, il governo di Madrid ha ordinato una sorta di repressione che ha portato ad arresti , perquisizioni e indagini a tutto campo contro istituzioni catalane.

Questo perché il referendum che la Catalogna si accinge a votare il 1° ottobre è contrario alla Costituzione quindi è illegale e come tale va fermato. Da qui l’indignazione dei catalani che sono scesi in piazza per protestare ponendo Barcellona ancora una volta al centro dell’attenzione di tutta Europa. Insomma il pugno duro di Rajoy si è rivelato un boomerang visto che con le sue azioni non ha fatto altro che puntare ancor di più i riflettori sulla questione.  E questa volta il quorum del 50% potrebbe essere davvero superato.

D’altra parte però se Rajoy gettasse la spugna le cose non migliorerebbero visto che la Catalogna diventando stato indipendente uscirebbe dall’Unione europea e dovrebbe ricominciare daccapo, tutta per sè, la procedura di adesione.  La regione si auto-proclama indipendente e gli altri Stati europei devono riconoscerne la statualità con il rischio che altri movimenti indipendentisti in ogni Stato europeo possano imitare Barcellona mettendo così in serio pericolo il processo di integrazione europeo.

Un grattacapo non da poco per l’Unione europea che già cammina sul filo del rasoio per la questione Brexit e la questione Catalogna potrebbe dare il colpo di grazia.

A puntare il dito contro il referendum catalano un premio nobel che ha vissuto a Barcellona per alcuni anni, Mario Vargas Llosa.

“Il referendum? Un’assurdità.  Negli anni Settanta, il nazionalismo era qualcosa di antiquato e anacronistico, da non prendere sul serio. Oggi invece è una malattia che sfortunatamente si è aggravata. La mia speranza è che il Governo abbia la forza necessaria per frenare questo colpo di Stato“.