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La rapina ai danni delle cassette di sicurezza all’interno di una filiale di Credit Agricole a Napoli, avvenuta il 16 aprile 2026, ha riportato al centro dell’attenzione uno degli strumenti più tradizionali di custodia dei beni di valore. Un episodio che, al di là del fatto di cronaca, ha riacceso interrogativi su sicurezza, diffusione e reale utilizzo delle cassette da parte degli italiani.
Un milione di cassette (ma senza dati ufficiali)
Non esistono numeri ufficiali, ma le stime raccontano di un fenomeno tutt’altro che marginale. Alcune stime riportate da Corriere della Sera indicano una cifra intorno al milione di unità, considerando sia quelle custodite nei caveau bancari sia quelle offerte da società private specializzate.
Ancora più complesso è stimare il valore complessivo dei beni custoditi. Anni fa, l’ex pubblico ministero Francesco Greco ipotizzò una forchetta compresa tra i 150 e i 200 miliardi di euro. Si tratta di una valutazione indicativa, ma sufficiente a restituire la dimensione economica del fenomeno.
Costi variabili: da 10 a oltre 150 euro al mese
Proteggere i propri oggetti di valore ha un prezzo variabile. Le cassette di sicurezza partono da circa 10 euro al mese per le dimensioni più ridotte e possono superare i 150 euro per quelle più grandi o con livelli di protezione più elevati.
Nel caso delle banche, il costo è spesso addebitato direttamente sul conto corrente e include una copertura assicurativa di base. A questi si possono aggiungere spese accessorie: apertura del rapporto, sostituzione delle chiavi, interventi in caso di apertura forzata. Le coperture assicurative variano generalmente da 10.000 a oltre 100.000 euro, a seconda del contratto sottoscritto.
Oro, gioielli e beni rifugio: cosa custodiscono gli italiani
All’interno delle cassette di sicurezza si trova una grande varietà di beni. I più diffusi restano quelli di valore intrinseco: orologi di lusso, gioielli, collane e lingotti d’oro.
Proprio l’oro continua a rappresentare il bene rifugio per eccellenza, scelto da chi desidera proteggere il proprio patrimonio da inflazione e instabilità economica. Meno diffusa in Italia, rispetto ad altri Paesi, è la custodia di denaro contante, generalmente depositato sui conti correnti.
Accanto ai beni materiali, trovano spazio anche documenti riservati come testamenti e atti legali, spesso di valore più simbolico che economico. Uno degli aspetti chiave delle cassette di sicurezza è la riservatezza. La banca, infatti, non è tenuta a conoscere il contenuto della cassetta: il cliente ne resta l’unico responsabile.
Questo spiega la varietà, talvolta sorprendente, degli oggetti custoditi. Oltre a diamanti e Rolex — tornati recentemente sotto i riflettori nel caso mediatico legato a Francesco Totti — si trovano oggetti dal valore puramente personale, come fotografie o ricordi privati.
Tra i casi più curiosi spicca quello della maglia della “Mano de Dios” appartenuta a Diego Armando Maradona. Si tratta della divisa indossata durante il celebre quarto di finale dei Mondiali del 1986 contro l’Inghilterra, passato alla storia per due episodi iconici: il gol segnato con la mano e il cosiddetto “gol del secolo”.