Cassazione sull’autoriciclaggio: bancarotta per “distrazione” e alert per i soggetti obbligati

8 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Cassazione sull’Autoriciclaggio: bancarotta per “distrazione” & Alert per i soggetti obbligati!

Una delle condotte più frequenti da parte dell’imprenditore che pianifica nel tempo la consegna delle scritture contabili in Tribunale, in vista di un fallimento programmato, è proprio quello di distrarre il capitale sociale per finalità estranee all’attività d’impresa.

«Il delitto di cui all’art. 648-ter.1c.p. pur non essendo a consumazione istantanea, è reato a forma libera e può anche atteggiarsi a reato eventualmente permanente quando il suo autore lo progetti ed esegua con modalità frammentarie e progressive per un tempo più o meno lungo».

Il principio è stato espresso da Cass. pen., Sez. II, sentenza n. 40890 depositata il 7 settembre 2017.

Il giudizio di legittimità ha inteso applicare applicato alla fattispecie di autoriciclaggio, il principio  costantemente espresso in giurisprudenza con riferimento alla fattispecie di cui all’ 648-bis c.p. secondo cui «qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti, e dunque anche il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato e acceso presso un diverso istituto di credito, assume autonoma rilevanza penale, non potendo essere considerato come post factum non punibile» (Cass. pen., Sez. II. 29611/2016Cass. pen., sez. VI, 13085/2013).

Con la sentenza in discorso hanno confermato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore accusato per il reato di autoriciclaggio commesso in qualità di amministratore unico e socio al 95% della A. S.R.L., di amministratore unico e socio al 5% di B.M. S.R.L., e di amministratore unico e socio al 1% si A.I. S.R.L.

Il nostro imprenditore, particolarmente ingegnoso nella gestione di complesse operazioni societarie con numerose e articolate operazioni in banca, secondo i giudici, ha ostacolato o comunque reso difficoltoso l’accertamento circa l’origine delittuosa della provvista.

Il delitto presupposto sarebbe quello della bancarotta fraudolenta per distrazione exartt.216, comma 1 e 223, comma 1 della legge fallimentare.

Il Supremo Collegio, valutando l’elevata capacità ed attitudine criminale dell’imputato e nel timore di un protrarsi dell’attività criminosa, in luogo degli arresti domiciliari, sia pure con braccialetto elettronico, ha optato per la detenzione in carcere.

Dettagli della “distrazione” del capitale

In particolare, nel mirino della polizia giudiziaria era finita la collocazione sul mercato di azioni di una società quotata controllata e la destinazione del “ricavato” alla controllante, trattandosi pertanto di una operazione chiaramente estranea all’oggetto sociale e ad ogni criterio di gestione infragruppo, con l’evidente finalità di svuotare il patrimonio della controllata.

Il reimpiego delle citate somme, sia pure attraverso di articolati meccanismi infragruppo hanno fatto propendere nella imputazione del delitto di Autoriciclaggio, il cui reato presupposto è derivato dalla bancarotta per distrazione. 

Alert per la banca o il professionista 

… c o n t i n u a …