Cassazione: “Perdere il lavoro non è grave danno alla persona”

28 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nel 2006 non aveva pagato l’Iva per circa 258 mila euro e aveva giustificato il mancato pagamento, dicendo che, in un momento di grave crisi di liquidità della sua azienda, aveva preferito pagare gli stipendi dei propri dipendenti.

Una motivazione a quanto pare non sufficiente per la Cassazione, che ha confermato la condanna emessa dalla Corte d’appello di Torino, condannando Giovanni Giaccardi, imprenditore piemontese di 67, a quattro mesi di carcere.

Il motivo? La perdita del lavoro non costituisce grave danno alla persona.

L’imprenditore di fronte ai giudici che lo accusavano di evasione fiscale, aveva spiegato che la sua azienda era in una grave crisi di liquidità e che dunque aveva preferito pagare “almeno per un altro anno” gli stipendi ai suoi dipendenti, salvando così loro il posto di lavoro.

Una motivazione che i giudici non hanno trovato sufficiente: “Pur essendo fuori discussione che il diritto al lavoro è costituzionalmente garantito, e che il lavoro contribuisce alla formazione e allo sviluppo della persona umana, deve escludersi tuttavia che la sua perdita costituisca, in quanto tale, un grave danno alla persona”. (mt)