Caso trivelle scuote governo: ministro Costa minaccia dimissioni

24 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Il caso trivelle, ossia le autorizzazioni alla ricerca e all’ estrazione di gas nel mare Adriatico, mette a rischio la tenuta del governo giallo-verde.  Il Movimento Cinque Stelle vuole una moratoria sulle ricerche dopo che i dirigenti del ministero dello Sviluppo hanno autorizzato delle prospezioni al largo della Puglia. Da qui il problema dell’aumento esponenziale dei canoni di concessione, che di fatto finirebbe per trasformarsi in uno stop alle ricerche. La Lega punta a continuare nelle perforazioni visto che, come riferisce una fonte all’AdnKronos, “bisogna innanzi tutto garantire la tenuta delle aziende”.

Passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza.

Così in un post su facebook il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Le Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato sono quindi bloccate nell’attesa che la maggioranza trovi un’intesa. A dare il suo assist a Costa il presidente della Camera Roberto Fico.

“Non si può pensare di vivere il presente e progettare il futuro restando ancorati a modelli del passato. Viviamo un’epoca di transizione energetica che può solo andare avanti e non ammette passi indietro. Un momento di evoluzione e trasformazione che riguarda l’energia e i modelli di sviluppo e che detta la strada da seguire, quella delle fonti rinnovabili, con l’abbandono progressivo delle fonti fossili. In questo quadro di rivoluzione economica ed energetica vanno sospese le ricerche di nuovi giacimenti di idrocarburi, a partire dalle trivellazioni in Italia. Dobbiamo investire nelle rinnovabili, nel futuro. Il passato e le tecnologie obsolete, lasciamoceli alle spalle”.

A rispondere a stretto giro al ministro Costa il l viceministro per l’Economia, il leghista Massimo Garavaglia.

Costa deve fare il ministro, non quello che vuole lui visto che ci sono “atti obbligatori e c’è un iter in corso. Ci sono atti obbligatori, è una questione amministrativa, non di scelta politica”.

Il problema quindi è che Lega e Cinque Stelle trovino un accordo. Oggi l’annuncio da parte del presidente della commissione Lavori pubblici Mauro Coltorti a margine della riunione della commissione di questa mattina che l’accordo è stato trovato. I canoni per concessioni delle trivelle aumentano di 25 volte, contro le 35 chieste dal M5S. Inoltre è stata decisa la sospensione per 18 mesi, nelle more dell’adozione di un piano nazionale, le ricerche di idrocarburi.