Extra Cashback, le spese ammesse e quelle escluse

15 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Nonostante gli intoppi e qualche polemica,  lo scorso 8 dicembre è partito il piano  Extra cashback,  un’iniziativa messa in campo dal Governo per incentivare i pagamenti con carte di debito o carte di credito attraverso un sistema di restituzione in denaro di una percentuale di quanto pagato cashless.

Il piano cashback partirà nel 2021, ma intanto per questa ultima parte del 2020 il governo ha deciso di anticipare l’iniziativa proprio con l‘Extra cashback: iscrivendosi sull’app IO dei servizi pubblici e registrando i vari strumenti di pagamento elettronico, è possibile ottenere il rimborso del 10% di quanto speso fino al 31 dicembre.  E’ previsto un tetto massimo complessivo di 150 euro per i rimborsi effettuati spendendo 1.500 euro in almeno 10 transazioni, questo significa che vengono rimborsati 15 euro al massimo, anche nel caso in cui si spendano 200, 300 o 700 euro.

Fino a ieri, gli italiani iscritti al cashback ammontavano a oltre 4,4 milioni a fronte di un importo totale del Cashback maturato dai partecipanti superiore a 17 milioni di euro.

Extra Cashback: gli acquisti validi

L’extra cashback riguarderà indistintamente qualsiasi tipologia di spesa pagata in modalità elettronica, in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti per l’acquisto di:

  •  servizi e beni quali generi alimentari,
  • capi di abbigliamento;
  • farmaci e spese mediche;
  • i pagamenti nei bar e ristoranti;
  • carburante.
  • conti di artigiani e professionisti (meccanici, gommisti, elettricisti, idraulici, ingegneri);
  • elettrodomestici ed elettronica di consumo;
  • Parrucchieri e servizi per la cura della persona;

Questa scelta è dettata dal fatto che si cerca di dare una spinta agli acquisti nei negozi tradizionali e, non meno importante, bisogna considerare che online è possibile fare acquisti solo con pagamenti elettronici, non avrebbe senso perciò una misura che incentivi questi sistemi che sono di fatto gli unici ammessi.

Che cosa non rientra

Non rientrano invece:

  • gli acquisti effettuati online (es. e-commerce);
  • gli acquisti necessari allo svolgimento di attività imprenditoriali, professionali o artigianali;
  • le operazioni eseguite presso gli sportelli ATM (es. ricariche telefoniche);
  • i bonifici SDD per gli addebiti diretti su conto corrente;
  • le operazioni relative a pagamenti ricorrenti, con addebito su carta o su conto corrente.