Cartelle esattoriali fino a 1.000 euro cestinate. Allo studio una nuova tregua fiscale

17 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Le cartelle esattoriali fino a 1.000 euro potranno essere “cestinate”, mentre per quelle tra 1.000 e 3.000 euro “l’imposta evasa può essere ridotta dal 50%“. E’ il viceministro dell’economia Maurizio Leo ad aver parlato per la prima volta della prossima tregua fiscale dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni da cui ha ricevuto la delega al Fisco.

E’ lo stesso Leo a parlarne alla trasmissione televisiva “Quarta Repubblica”. Il viceministro ha precisato che sul 50% “si stanno ancora facendo i conti, ma anche la sanzione potrebbe essere ridotta”, probabilmente al 5%, mentre aggi e interessi andrebbero del tutto cancellati. L’operazione, da inserire nella prossima manovra, varrebbe sulle cartelle fino al 2015. Leo ha detto:

“Fermiamo il diluvio. Questa massa di cartelle esattoriali esiste perché nel corso del tempo si sono avvicendati tanti provvedimenti in base ai quali, dopo l`iter che parte dagli avvisi di accertamento spesso non onorati dai contribuenti, si traducono in cartelle esattoriali per un ammontare complessivo 1.132 miliardi. La Corte dei Conti ci dice che si possono riscuotere solo il 6-7% di queste. In una situazione normale si dovrebbe togliere di mezzo questa massa di cartelle non riscuotibili […] Faccio degli esempi: i deceduti – ci sono delle cartelle che hanno raggiunto i deceduti e purtroppo non possono più essere onorate; i falliti. Tante cartelle riguardano soggetti che non possono più adempiere alle loro obbligazioni tributarie: queste cartelle vanno necessariamente tolte di mezzo. Sulle restanti cartelle bisogna fare una selezione. Se ci sono cartelle il cui ammontare non supera i 1.000 euro, i cui costi di riscossione sono più elevati rispetto a quello che si può riscuotere. Se la cartella è di 800 euro il costo di riscossione è molto più elevato – solamente le cartelle sino al 2015, già un provvedimento analogo fu adottato dal 2000 al 2010 si azzerarono queste cartelle. Ora se portiamo quella data e la spostiamo in avanti al 2015, tutte le cartelle di un valore inferiore a 1000 euro possono essere cestinate. Non perché vogliamo fare condoni, sconti, ma perché gli oneri di riscossione sono più elevati“.

Non solo cartelle esattoriali: sanzioni da rivedere

Secondo il viceministro “bisogna rivedere il sistema sanzionatorio“, precisando però che “questo non si può fare subito, bisogna fare una riforma fiscale che si farà da gennaio in poi. Leo ha concluso:

“Vorremmo estendere la flat tax incrementale ai dipendenti ma i numeri sono robusti ed è più complesso farlo. I dipendenti però – penso a quelli del settore privato – hanno il premio di produttività sul quale si applica un 10% fino a 3.000 euro. Possiamo lasciare il 10% fino a 3.000 euro e poi sulla parte che supera i 3.000 possiamo applicare il 15%, oppure possiamo applicare il 5% sui 3.000 euro […]  Il vero problema del fisco italiano oltre al carico fiscale che è estremamente rilevante, è il sistema sanzionatorio. Faccio un esempio: se un soggetto ha presentato la dichiarazione Iva e non ha onorato il suo debito tributario, non ha dichiarato correttamente, è giusto che paghi una sanzione per infedele dichiarazione però a questa si aggiunge una sanzione per omesso versamento. Sa quando cubano queste sanzioni? Dal 110 al 220%“.

Secondo il viceministro, “bisogna rivedere il sistema sanzionatorio. Questo non lo si può fare subito, lo si deve fare in una riforma fiscale, cosa che si farà da gennaio in poi. Si dovrà fare una delega fatta bene e poi i decreti legislativi. Adesso bisogna dire: tu mi devi pagare tutta l’imposta, però la sanzione la riduco del 5% – quindi la riduco notevolmente – e ti do una dilazione lunga e faccio in modo che tu possa pagare non in una sola volta, ma in un certo lasso temporale. Abbiamo pensato cinque anni, ora dobbiamo fare bene questo lasso temporale con la Ragioneria dello Stato. Però vogliamo mettere il contribuente in condizione di poter pagare“.