Caro vita in Uk a livelli record, bollette e affitti a prezzi insostenibili

10 Agosto 2022, di Alessandra Caparello

Non solo in Italia ma anche in Gran Bretagna il caro vita si aggrava con l’impennata degli affitti e le bollette energetiche che superano i 5.000 dollari. E’ Nigel Wilson, CEO di Legal and General, a descrivere l’attuale crisi nel Regno Unito come “una tragedia per moltissime persone”.

Le persone stanno “trovando la vita davvero difficile con i prezzi dell’energia che aumentano, i prezzi dei prodotti alimentari che aumentano e un contesto orribile per molte persone che lottano per pagare le bollette”, ha detto Wilson a “Squawk Box Europe” della CNBC martedì.

I suoi commenti arrivano mentre si prevede che le bollette dell’energia raggiungeranno oltre 4.200 sterline (5.088 dollari) all’anno a partire da gennaio, secondo l’analisi della società di consulenza Cornwall Insight. Nel frattempo, i prezzi degli affitti sono aumentati dell’11% rispetto all’anno scorso, secondo Zoopla, un sito immobiliare del Regno Unito. Nel dettaglio Cornwall Insight prevede che il price cap relativo al mese di gennaio aumenterà di oltre 650 sterline, lasciando che una famiglia media paghi l’equivalente di 4.266 sterline all’anno per i primi tre mesi del 2023.

Il price cap è il tetto massimo alle tariffe dell’elettricità e il gas che stabilisce il regolatore nazionale Ofgm.  Anche le previsioni per il price cap di ottobre 2022 sono aumentate, con un incremento di oltre 200 sterline per una bolletta media di 3.582 sterline all’anno. Il price cap di ottobre 2021 era di 1.400 sterline all’anno. Ora l’amministratore delegato di Legal & General afferma che l’economia britannica ha bisogno di una “ripresa guidata dagli investimenti“.

“Mentre le nostre previsioni sul tetto dei prezzi sono aumentate costantemente da quando, in aprile, è stato fissato il tetto per l’estate 2022, un aumento di oltre 650 sterline nelle previsioni di gennaio rappresenta un nuovo shock“, ha dichiarato Craig Lowrey, consulente principale di Cornwall Insight.

“La crisi del costo della vita era già in cima all’agenda dei notiziari, dato che sempre più persone si trovano ad affrontare la povertà energetica, e questo non farà che aumentare le preoccupazioni”, ha aggiunto.

Caro vita: migliaia di famiglie Uk a rischio povertà

Una famiglia viene definita in condizioni di povertà energetica (fuel poverty) se non può permettersi di riscaldare o raffreddare la casa a una temperatura adeguata.

In seguito alle ultime previsioni sul tetto dei prezzi dell’energia, la End Fuel Poverty Coalition prevede che 9,2 milioni di famiglie britanniche (28,4%) si troveranno in condizioni di povertà energetica a partire dal 1° ottobre, aumentando a 10,5 milioni (32,6%) dal 1° gennaio.

“Uno tsunami colpirà il Paese quest’inverno e queste ultime stime dimostrano ulteriormente che il livello di sostegno già promesso dal governo è solo una goccia nell’oceano”, ha dichiarato Simon Francis, coordinatore della End Fuel Poverty Coalition.

Le stime stanno anche alimentando la Don’t Pay UK, una campagna che incoraggia le persone a non pagare le bollette energetiche a partire dal 1° ottobre se il governo britannico non agisce per ridurre i costi “a un livello accessibile”. Secondo il sito web della campagna, finora più di 94.000 persone si sono impegnate a scioperare. Un portavoce del governo britannico ha definito il movimento “altamente irresponsabile”. Le possibili conseguenze del mancato pagamento delle bollette energetiche in tempo sono l’installazione da parte del fornitore di un contatore a pagamento anticipato e il distacco della fornitura.

Secondo un portavoce, il Primo Ministro Boris Johnson non ha intenzione di intervenire a breve termine sulla crisi del costo della vita, affermando che spetta al suo successore prendere queste decisioni. Tutto ciò mette ulteriore pressione ai candidati leader del Partito Conservatore, Rishi Sunak e Liz Truss, affinché rivelino i loro piani per affrontare l’aggravarsi della crisi.

Truss, la prima candidata a diventare il prossimo primo ministro britannico, ha dichiarato al Financial Times che intende ridurre le tasse piuttosto che offrire elargizioni in denaro. Sunak ha dichiarato via Twitter che “non c’è dubbio che sarà necessario un maggiore sostegno” e che agirà “non appena sapremo di quanto aumenteranno le bollette”.

In tutto ciò aleggia il presagio funesto della Bank of England che la settimana scorsa ha avvertito che il Regno Unito entrerà in recessione nel corso dell’anno, prevedendo che sarà la più lunga dalla crisi finanziaria globale del 2011.