Carmignac: aspettare i numeri del Def prima di investire sul debito italiano

4 Settembre 2018, di Alessandro Piu

Per ora più Bund e niente Btp. Carmignac ha ridotto a zero l’esposizione al debito italiano. Ora aspetta i numeri del Def per decidere se rientrare

L’Italia è l’osservata speciale dei mercati finanziari che, nelle passate settimane, ne hanno penalizzato la borsa e i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è arrivato a sfiorare i 300 punti base prima di rifiatare e tornare oggi sotto i 270 punti.

Il debito italiano dovrebbe essere una buona opportunità di investimento ai livelli di rendimento toccati in queste settimane

ha spiegato Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac nel corso della presentazione dell’outlook per il quarto trimestre dell’anno.

“Dovrebbero” ha sottolineato, ma per il momento la scelta del gestore francese è di rimanere alla finestra. Troppa l’incertezza ancora presente, destinata a diradarsi solo con la presentazione del Def (entro il 27 settembre) e della finanziaria, prevista per il prossimo 15 ottobre.

“Tanto è vero – ha proseguito Crowl – che la stessa Moody’s ha preferito rimandare il giudizio sul merito di credito dell’Italia a dopo la pubblicazione del Def”.

Il giudizio di S&P’s arriverà invece il 26 ottobre mentre nei giorni scorsi Fitch ha deciso di mantenere il rating del Belpaese a BBB portando l’outlook a negativo da stabile.

I mercati hanno già espresso la loro opinione sul debito dell’Italia.

Nei momenti di massima tensione sullo spread dei giorni passati è come se i mercati avessero preceduto le agenzie di rating nel declassamento del merito di credito italiano. Le vendite dei Btp sono però iniziate molto prima, anche da parte di Carmignac.

Abbiamo ridotto le posizioni sui bond italiani prima delle elezioni e progressivamente abbiamo annullato completamente la nostra esposizione. Una scelta indipendente dalla formazione del nuovo governo ma dettata dal fatto che ci aspettavamo una fase di incertezza. Contemporaneamente abbiamo accresciuto l’esposizione al Bund”.

Opportunità o rischio?

Con il decennale abbondantemente oltre il 2 per cento di rendimento (ha sfiorato il 3% nei giorni passati), i titoli di Stato italiani sono un’opportunità o un rischio?

“Dovrebbero essere una opportunità – riprende Crowl – ma prima di rientrare vorremmo vedere i numeri della manovra di bilancio. Ci piacerebbe anche ascoltare dichiarazioni più ragionevoli da parte dei membri del governo e più in linea con le aperture che l’Unione europea ha fatto all’Italia, in particolare sul fronte della spesa infrastrutturale. Flat tax e reddito di cittadinanza insieme avrebbero l’effetto di portare il deficit ben oltre il 4%”.

L’andamento del decennale italiano e le prossime scadenze per l’Italia

 

27 settembre – Presentazione aggiornamento Def

15 ottobre – Deadline presentazione progetto di bilancio alla Commissione europea

20 ottobre – Il progetto di bilancio in Parlamento

26 ottobre – Rating S&P’s (a ottobre è atteso anche il giudizio di Moody’s)

31 dicembre – Deadline approvazione manovra finanziaria