Capitali all’estero: parte la voluntary disclosure bis

3 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – In vigore in via ufficiale la voluntary disclosure bis, la procedura di collaborazione volontaria per il rientro ed emersione dei capitali detenuti all’estero.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate infatti è stato pubblicato il modello di richiesta definitivo di adesione alla procedura di collaborazione insieme alle relative istruzioni i cui termini sono stati riaperti dal decreto legge n. 193 del 2016, anche conosciuto come decreto fiscale. La voluntary disclosure bis offre la possibilità di mettersi in regola con il Fisco presentando una “spontanea, consapevole e autonoma” istanza di ammissione alla procedura e pagando le somme dovute a titolo di maggiori imposte, sanzioni e interessi, in un’unica soluzione o ripartite in tre rate mensili.

L’istanza di adesione deve essere presentata entro il 31 luglio 2017 esclusivamente per via telematica direttamente dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline o tramite i soggetti incaricati. L’accesso alla procedura è consentito a condizione che gli istanti non abbiano già presentato, entro il 30 novembre 2015, altra istanza per la medesima procedura. L’istanza si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate, confermata da apposita comunicazione della stessa Agenzia attestante l’avvenuta ricezione disponibili per via telematica entro i cinque giorni lavorativi successivi a quello del corretto invio del file.

La principale differenza con la vecchia versione consiste nella possibilità di autoliquidare le imposte dovute ossia di calcolare direttamente quanto dovuto all’Erario, insieme a sanzioni e maggiori imposte. La “spontanea autoliquidazione” deve avvenire entro e non oltre il 30 settembre 2017 versando in un’unica soluzione o in tre rate le imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni. Se poi tale versamento dovesse risultare insufficiente, l’Agenzia delle Entrate sarà legittimata ad aumentare le somme totali (ritenute, imposte, tasse, sanzioni, interessi) ai fini della riscossione.