Cancellieri, Pd diviso. Renzi-Civati per mozione di sfiducia

18 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mentre infuria la guerra dei numeri sui primi risultati delle primarie, cresce nel Pd la fronda contro il ministro Cancellieri che, passata la prima bufera in Parlamento, rischia ora di dover fronteggiare non una, ma due mozioni di sfiducia: una del M5S e una del Pd. O quanto meno arriva dai Democrat un pressante invito a convincerla a farsi da parte. A ribadire con chiarezza come la pensa è il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “La Cancellieri si deve dimettere” anche se la cosa va decisa all’interno del partito.

Fassina: “Rapporti con il ministro incrinati”

E va giù pesante anche il viceministro all’Economia Stefano Fassina: “E’ evidente che il rapporto con il ministro si è incrinato e che una valutazione vada fatta”. Chi passa direttamente alle vie di fatto è il candidato alla segretaria Pd Pippo Civati, che annuncia l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli all’assemblea del partito di martedì. Una mozione, messa giù con il senatore Felice Casson, simile a quella del M5S che arriva in Aula mercoledì.

Civati: “Martedì presento una mia mozione di sfiducia”

Il Pd dice di non poter ‘sfiduciare’ la Cancellieri perché non si può votare la mozione del M5S, segnalo che ne possiamo presentare una noi”, afferma Civati che dice “basta con l’ipocrisia. Non se ne può più”. Il deputato, preso di mira dai colleghi di partito, attacca: “Io sarei quello strano del Pd perché dico certe cose. Il bello è che le dicono e dichiarano tutti, solo che poi cambiano idea”. Nel partito c’è, infatti, imbarazzo per i contorni che sta assumendo il caso Cancellieri e la nuova ondata di particolari, unita all’imminente voto per la mozione “grillina”, ha riportato a galla un problema che sembrava archiviato.

Cuperlo: “Il premier e il Guardasigilli facciano una valutazione necessaria

Così se Franceschini dice di non scandalizzarsi della possibilità di aprire un dibattito sulle sue dimissioni, esclude pure che il Pd possa mai votare una mozione del M5S. Gianni Cuperlo ripete che saranno premier e Guardasigilli a fare le valutazioni necessarie: “Ascolteremo, poi riuniremo i gruppi e decideremo. Su vicende così delicate non si procede in ordine sparso”. Ma la critica cresce. Anche se in pochi, eccezion fatta per Laura Puppato e Fassina, escono allo scoperto. Per l’ex candidata alle primarie, Civati ha ragione al 100%: “Mi chiedo che cosa aspettiamo come Pd. La mozione la dobbiamo presentare noi. Senza se e senza ma. Il Pd deve uscire dall’equivoco e lo devono fare Letta, Epifani e i candidati alle primarie”, aggiunge.

Fassina a Civati: “Ricordiamoci che le decisioni si prendono insieme”

Fassina replica invece a Civati: “Deve ricordarsi che fa parte di un partito e che decisioni così rilevanti si prendono insieme”. Proprio quello che sostiene Civati, sorpreso per il silenzio riservato alla sua proposta. “Su questo fronte vedo Renzi scatenato – osserva – e Cuperlo prendere le distanze. Decidiamo di votare per ribadire la fiducia alla Cancellieri? Bene! Facciamolo”. Fra tutti un passo avanti lo fa la renziana Maria Elena Boschi ma anche la presidente del Friuli Debora Serracchiani che definisce “imbarazzante” la situazione.

Sul governo l’ipotesi rimpasto

D’altra parte, proprio dopo la blindatura del governo Letta, la questione del rimpasto si è riaperta, anche per la contemporanea richiesta di Scelta civica di rivedere la sua partecipazione all’esecutivo visto che Mario Mauro non siede più tra i suoi banchi. Infuria intanto la guerra dei numeri sui risultati dei circoli: per tutto il giorno renziani e cuperliani si rincorrono sui risultati.

Le ultime cifre sul blog del sindaco di Firenze danno, su circa 162mila voti scrutinati, Renzi al 46,1%, Cuperlo al 38,3% Pittella al 5,2%, Civati al 10,4%. “In base ai nostri dati – sostengono invece al comitato Cuperlo – su oltre 132mila iscritti, Cuperlo ha il 43,9%, Renzi il 42,1%, Civati il 10,8%, Pittella il 3,3%”. (Rainews)