Cambiano le abitudini degli italiani, ora investono in orologi e opere d’arte

21 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

Insofferenti ai saliscendi delle Borse, e al rischio di possibili correzioni, gli italiani individuano sempre più negli orologi di lusso e nelle opere d’arte nuove fonti di investimento. Come è noto queste due categorie, orologi di lusso e opere d’arte, sono considerati i ‘beni rifugio’ per eccellenza, più forti di ogni crisi.

La prova arriva dall’aumento registrato nel 2019 dei prestiti erogati da PRESTIAMOCI, società finanziaria che gestisce l’omonimo market place di prestiti personali fra privati, richiesto per tale finalità: il 7,5% con un tasso di conversione record del 65 a fronte del 3% con un tasso di conversione del 35% del 2018.

D’altronde, viviamo in un periodo di forte volatilità delle Borse valori, e il fatto che i mercati siano cresciuti molto nell’ultimo ventennio conferma la volontà di investire in beni che assicurino un rendimento certo, anche se a lunghissimo termine, diventando un vero e proprio trend sempre più alla portata di tutti.

Investitori a caccia di rendimenti certi

Il giro d’affari del mercato dell’arte a livello mondiale, dopo essere raddoppiato tra il 2005 e il 2015, passando da 35,9 miliardi di euro a 63,8 miliardi, ha subito una flessione del 20,3% nel 2019. Ma l’Italia è un’eccezione: ha infatti registrato una crescita del 3,3% sullo stesso periodo 2018.

Per quanto riguarda il mercato degli orologi, le recenti notizie relative alle aste del 2018 e 2019 hanno confermato che il valore degli orologi d’epoca continua a crescere, costituendo una forma d’investimento capace di offrire garanzie importanti.

I più noti marchi del lusso hanno un valore la cui crescita è praticamente garantita nel tempo.

Per fare solo qualche esempio, alcuni celebri modelli in soli tre anni sono aumentati da una media di 5.000 euro a una media di più di 18.000 euro, mentre orologi appartenuti a celebrità o modelli particolarmente rari hanno più che decuplicato il proprio valore negli anni.

Questo dato segna anche un cambiamento epocale in termini culturali: richiedere un prestito è sempre meno percepito come una fonte di imbarazzo, e sempre più come un’opportunità, un validissimo strumento, non solo per realizzare progetti contingenti, ma anche per nuove forme di investimento.