Il Sistema Calcio aumenta i ricavi, ma peggiorano utili e indebitamento

10 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

I ricavi del Sistema Calcio in Italia, che comprendono i tre campionati professionistici, sono cresciuti del 6% nel 2017-2018, toccando per la prima volta i 3,5 miliardi di euro; è quanto si legge nel Report Calcio 2019 condotto da Figc, con la collaborazione di Arel e Pwc.
La crescita, si legge nel rapporto, è stata guidata soprattutto dagli incrementi dei ricavi da stadio (+22,4%) e dei ricavi da sponsor e attività commerciali (+9,5%). La parte del leone la fa ovviamente la serie A, superando i 3 miliardi (+5,7%), ascrivibili per oltre la metà a soli cinque club: Juventus, Inter, Roma, Milan e Napoli.

Il terzo calo consecutivo dei proventi derivanti dai diritti tv, passato dal 42% della Stagione Sportiva 2014-2015 al 35% del 2017-2018, “sembrano testimoniare l’impegno delle società italiane nel sostenere strategie di espansione commerciale”, si legge nel rapporto.

Nonostante l’aumento dei ricavi la scorsa stagione ha visto un’inversione del precedente trend di miglioramento per il risultato netto, con un passivo di 215 milioni di euro che implica un calo del 37,8%. L’Ebitda, invece, è risultato pari a 780 milioni di euro, con crescita 6,2% rispetto alla stagione precedente.

Sotto il profilo patrimoniale l’indebitamento delle società è aumentato del 6,4% a 4,27 miliardi di euro; il dato si è deteriorato ancor di più per quanto riguarda la serie A, con un indebitamento in crescita del 7,1% a 3,9 miliardi (in rallentamento, però, rispetto all’incremento del 18,2% del 2016-2017).

Il calcio, inoltre, accresce il suo peso specifico nel reddito nazionale con una quota sul Pil passata dallo 0,17% allo 0,19% nel 2017. L’indotto economico del calcio sull’economia è stato stimato a 3 miliardi di euro, dovuti in massima parte ai risparmi per il settore sanitario (1.215,5 milioni di risparmio della spesa sanitaria derivante dalla pratica calcistica) e sociale (1.051,4 milioni di risparmio); l’impatto economico diretto, infine, raggiunge i restanti 742,1 miliardi.

“Mi preme sottolineare”, ha proseguito il numero uno della Figc, Gabriele Gravina, “il contributo del calcio italiano sotto il profilo della contribuzione fiscale: 1,2 miliardi di euro è il contributo complessivo che il calcio versa allo Stato italiano. Negli ultimi 11 anni il calcio italiano ha versato 11,4 miliardi di euro al fisco e ha ricevuto 749 milioni di euro: per ogni euro che il governo italiano ha investito nel calcio, ha ottenuto un ritorno di 15,2 euro”.

Fra i fenomeni recentemente finiti sotto i riflettori emerge con forza l’ascesa del calcio femminile, che ha visto negli ultimi 10 anni un incremento del 39,3% passando da 19.000 a 26.000 giocatrici tesserate.

 

 

“Da un punto di vista finanziario, la situazione del calcio italiano rimane quantomeno critica“, ha commentato Andrea Samaja, senior partner Pwc, “quali sono allora le prospettive per il futuro del nostro calcio? Sicuramente occorre continuare a lavorare per aumentare i ricavi dei club italiani con particolare focus su quelli commerciali. Se questo significa, da un lato, continuare a investire efficacemente nella componente “sportiva” tradizionale (come i vivai italiani, le infrastrutture etc.), dall’altro significa anche continuare a migliorare la qualità del modello manageriale del calcio e, in particolare, la sua capacità di gestire il rapporto con i tifosi/clienti”.