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Caccia aperta (solo) ai consulenti fuoriclasse

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Articolo di Marianna Natale, Talent Acquisition & Recruiter Freelance

Sono trascorsi circa 2 anni, 22 mesi per essere precisi, da quando il mondo si è fermato e uno strano “essere” si è presentato al globo. Non ricordo un evento simile nella moderna storia di epidemie.La vita quotidiana, il lavoro, la routine stravolte e tormentate da una pandemia che ci ha visti attori protagonisti passivi, lì a guardare dietro una finestra o un su di un balcone di casa, dove il mondo stesse andando, ascoltando il silenzio assordante di un lockdown che ha cambiato le nostre vite.

Le conseguenze a breve termine sono state improvvise e spesso gravi: milioni di persone sono state messe in aspettativa o hanno perso il lavoro, e altre si sono rapidamente adattate a lavorare da casa mentre gli uffici chiudevano. Ma con fermezza e con coraggio stiamo iniziando a guardare e sperare in un futuro di ripresa economica e sociale e ad una riqualificazione dei ruoli professionali post Covid-19. Tra questi ruoli ci sono certamente le figure dei Consulenti Finanziari.

Consulenti finanziari sempre piĂą ricercati

Il 2020 infatti, è stato un anno difficile dal punto di vista finanziario per molti individui e imprese, a causa dell’impatto economico negativo della pandemia. Durante i periodi di lockdown molte persone e aziende hanno richiesto prestiti e consulenze finanziarie per mantenersi a galla. Questo ha portato ad un aumento della domanda di esperti finanziari, come Consulenti bancari e Gestori di Investimenti.

Da Talent Acquisition & Recruiter Freelance, posso confermare che il Consulente Finanziario oggi sta vivendo un momento di meritata notorietà, dato anche dagli incrementi nella raccolta del risparmio gestito. Ma questo scenario riguarda quei Consulenti che hanno superato oramai i 50 anni di iscrizione all’albo.

Spazio per le “giovani reclute” ma ad una condizione

Allora vi chiederete, i giovani che vogliono aspirare alla carriera di CF, dove potranno approdare se non hanno un portfolio nutrito e tanta seniority? Ebbene, proprio loro sono coloro che stentano ad affermarsi e alcune aziende tendono a revocare il mandato perché detentori di piccoli portafogli.

Un’alternativa valida a superare questo gap potrebbe essere una formazione più mirata e diretta a migliore quelle skills che non riguardano la competenza tecnica  ma la capacità di diventare un Consulente Finanziario “Indipendente”, quasi alla stregua di un nuovo imprenditore della finanza.

La digitalizzazione ha accelerato questo processo di crescita, poiché è insito ormai nel ruolo del Consulente che esercita fuori sede. Un portfolio medio si aggira dai 15 ai 25 milioni, il numero dei clienti è salito oltre il 10% dei risparmiatori italiani. Allora forse bisognerebbe mettere a disposizione dei propri consulenti un’offerta più ampia dai mutui, ai prodotti assicurativi, alla consulenza immobiliare e far sì che anche il “giovane” Consulente trovi la sua crescita professionale e il suo portfolio equiparati ad un’offerta di mercato più congrua, al fine di non indirizzare la selezione solo a Consulenti Finanziari con portafogli superiori alla media.

Se prima andavamo “a caccia” di Consulenti Finanziari, ora bisogna “dare la caccia” a Consulenti Finanziari da formare come Imprenditori della nuova finanza.

 

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