Buoni fruttiferi, vittoria di un consumatore contro Poste Italiane

5 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Vittoria di un consumatore contro Poste Italiane per la riscossione di due buoni fruttiferi depositati nel 1998. Si tratta di due buoni fruttiferi pari a 5 milioni di lire l’uno con scadenza a 17 anni e capitale triplicato.

“Scaduti i 17 anni – si legge sul sito di Adiconsum – il Sig. X si presenta agli sportelli di Poste italiane per riscuotere il dovuto, ma un’amara sorpresa lo attende: Poste italiane, infatti, gli comunica che il suo capitale non è triplicato, ma semplicemente raddoppiato a causa di una serie di decreti ministeriali intervenuti nel frattempo che avrebbero modificato le condizioni di capitalizzazione. Il Sig. X si rivolge allora all’Adiconsum di Grosseto, che dopo il primo reclamo a Poste, presenta ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, deputato a risolvere i contenziosi tra consumatore/banca/Poste/intermediari, facendo ottenere al consumatore la somma triplicata a lui spettante”.

“L’Arbitro Bancario Finanziario ha confermato alla fine quanto stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Riunite la n. 13979/07, secondo la quale il vincolo contrattuale che lega il consumatore acquirente e Poste italiane emittente di un Buono deriva da quanto risulta scritto sul Buono stesso. A valere, dunque, è il rendimento scritto e non i decreti ministeriali”.

Di qui, il suggerimento di Adiconsum di controllare il numero di serie dei buoni fruttiferi sul sito di Poste italiane. E in caso di contestazione, rivolgersi alle sedi territoriali Adiconsum per assistenza”.