Bundesbank: in pensione a 69 anni, ma Merkel dice no

17 Agosto 2016, di Daniele Chicca

BERLINO (WSI) – La Bundesbank ha avvertito il popolo tedesco sul fatto che a partire dal 2060, visto anche l’invecchiamento della popolazione e la crescita senza troppo slancio, dovranno lavorare almeno “fino a 69 anni“.

L’età per andare in pensione è di quattro anni più alta di quanto non sia ora e due anni più su di quanto prevede il governo. Lo riportava ieri nel titolo di apertura il quotidiano ‘Die Welt’, riferendo di un monito del bollettino mensile della Banca centrale tedesca: “se il sistema non cambia, gli attuali ventenni prenderanno solo il 40% della retribuzione media“, otto punti in meno della percentuale attuale.

Il giornale cita inoltre la reazione del governo che “respinge la proposta” e “continua a puntare sulla pensione a 67 anni” nel 2029 con un 43% dello “stipendio medio” come limite minimo consentito per legge nel 2030.

Nell’inserirsi con “parole chiare nell’attuale dibattito sulla pensione”, la Bundesbank però ritiene “inevitabili ulteriori adeguamenti” del sistema pensionistico affinché “continui a funzionare”.

Non sorprende che il governo Merkel abbia già fatto sapere di non essere d’accordo: tra un anno ci sono le elezioni nazionali e alzare l’età della pensione ora sarebbe un mezzo suicidio politico, visto anche il calo storico dell’indice di gradimento per la Cancelliera, complici le sue politiche sull’immigrazione.