Btp: nell’era Draghi possibile emissione titoli a 100 anni, rendimento al 2,5%

15 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Il mercato obbligazionario ha accolto con grande entusiasmo l’annuncio della nomina di Mario Draghi come nuovo Presidente del Consiglio del governo italiano. Questa mattina lo spread tra Btp-Bund è sceso sotto 90 punti, confermando il trend al ribasso delle scorse sedute.

Tutto questo mentre i rendimenti dei titoli a 10 anni sono scesi al minimo storico dello 0,46 per cento, circa 20 punti in meno rispetto ai livelli a cui si attestava prima che il presidente Mattarella chiamasse l’ex numero uno della Bce a risolvere la crisi italiana.

Ovviamente si tratta di una buona notizia per l’economia italiana. Più bassi i rendimenti, minore la spesa per interessi sul debito pubblico.

Saxo Bank non esclude emissione bond a 100 anni

In un contesto di rendimenti in calo, non si esclude che il Tesoro potrebbe allungare le scadenze, riducendo l’esposizione del Paese alla volatilità dei mercati. Sono di questa idea gli analisti di Saxo Bank, che si dicono convinti che l’arrivo dell’ex governatore BCE a Palazzo Chigi possa aumentare le chance di emissioni ultra-lunghe e favorire l’emissione del primo BTp a 100 anni.

Stando ai loro calcoli, offrirebbe un rendimento del 2,5%, cioè la media del BTp a 3 anni negli ultimi 20 anni. Come fa notare Althea Spinozzi, strategist della divisione di reddito fisso di Saxo Bank:

“Quest’anno il paese dovrà rifinanziare circa 341 miliardi di euro di debito esistente. Partendo dal presupposto che il tenore delle nuove emissioni corrisponderà a quelle in scadenza e che il Paese sarà in grado di emettere debito agli attuali livelli di mercato, l’Italia è pronta a risparmiare un totale di 41 miliardi di euro nei prossimi quindici anni”, si legge in una nota sul sito di Saxo Bank. “La riduzione dello spread di cui i titoli di stato italiani stanno beneficiando rappresenta una rara opportunità per il governo di emettere debito a basso costo con lunghe scadenze”.

Sulla base di queste premesse, Spinozzi aggiunge:

“Riteniamo che il paese trarrà vantaggio dal considerare la possibilità di emettere debiti con una maturity oltre i 50 anni. Un BTP centenario potrebbe presentare un rendimento del 2,5%, che è la media dei tassi che sono stati offerti dai BTP a tre anni negli ultimi 20 anni”.