BTP Italia: domanda in calo. Non solo tassi bassi, ci sono pure le imposte

19 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Domanda non entusiastica per il BTP Italia che nel secondo giorno di collocamento si attesta a 650,6 milioni di euro, in calo da 1,474 miliardi del mese di aprile.

Gli investitori retail hanno tempo fino ad oggi per sottoscrivere il BTP Italia 2014 e domani sarà il turno degli investitori istituzionali, dai quali si attende investe un numero più alto di adesioni. Ma perché il titolo di stato in questione non attira?

Secondo gli analisti il disinteresse dimostrato non è dovuto al tasso di interesse minimo garantito che è relativamente basso, quanto piuttosto dall’incidenza delle imposte sugli interessi pari al 12,5% e sui valori mobiliari che si detengono in portafoglio, pari allo 0,2 per cento del patrimonio. Cosa significa i soldoni?

Che non è conveniente acquistare obbligazioni con rendimenti reali nulli addirittura negativi.

Proprio mentre è in corso la seconda seduta di raccolta degli ordini da parte della clientela retail, tenta di placare gli animi la responsabile del ministero dell’Economia per la gestione del debito pubblico Maria Cannata che ha parlato a margine di un convegno milanese organizzato da Università Bocconi e Deutsche Bank, come riporta Reteurs.

Secondo la responsabile, la cedola minima garantita pari allo 0,35% che stacca il nuovo Btp Italia ottobre 2024 è in linea ai valori di rendimento espressi dal mercato e se questi rimarranno tali è improbabile che venga ritoccata al rialzo.

“Stamattina i livelli di mercato erano gli stessi di quando abbiamo fissato la cedola. Finora il tasso è in linea”.

Poco dopo le 15 di ieri le richieste sul nuovo indicizzato all’inflazione italiana risultavano pari a circa 500 milioni, cui va sommato il totale del giorno 17 ottobre pari a 1,2 miliardi per arrivare a 1,7 miliardi di euro.