Btp Futura, raccolti 2,28 miliardi nella prima giornata di emissione

20 Aprile 2021, di Alberto Battaglia

Si chiude con 50.300 contratti e circa 2,28 miliardi di euro raccolti la prima giornata di emissione del terzo Btp Futura, finalizzato a raccogliere dalla clientela al dettaglio risorse preziose per il finanziamento della campagna vaccinale e le politiche per la ripresa post-Covid.

L’emissione di questo titolo di Stato prevede una duration di 16 anni e cedole semestrali crescenti sulla base di tassi prefissati; inoltre il doppio premio di fedeltà intende incoraggiare quanto più possibile la partecipazione all’emissione primaria e il mantenimento del titolo fino a scadenza.

Il collocamento, salvo chiusura anticipata, si porterà avanti fino a venerdì 23 aprile.

Btp Futura, l’identikit

Ricordiamo di seguito i tassi cedolari minimi garantiti del BTP Futura, diffusi nei giorni scorsi dal Ministero delle Finanze:

  • 0,75% dal 1° al 4° anno;
  • 1,20% dal 5° all’8° anno;
  • 1,65% dal 9° al 12° anno;
  • 2% dal 13° al 16° anno.

“I tassi cedolari definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento e non potranno comunque essere inferiori ai tassi cedolari minimi garantiti di cui sopra”, ha precisato il Mef.

Per quanto attiene il doppio premio fedeltà, il Mef ha fatto sapere che:

  1. Alla fine dei primi otto anni di vita del titolo l’investitore che avrà detenuto il Btp Futura sin dall’emissione avrà diritto a un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del Pil nominale registrato dall’ISTAT nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%,
  2. Alla scadenza finale (dopo i successivi otto anni), agli investitori che avranno continuato a detenere il titolo senza soluzione di continuità dall’emissione fino alla scadenza, verrà corrisposto un premio finale che includerà due componenti: la prima pari al restante 60% della media del tasso di crescita del PIL registrato nei primi otto anni del titolo, con un minimo dello 0,6% fino ad un massimo dell’1,8%; la seconda pari al 100% della media del tasso di crescita del PIL registrato dall’ISTAT dal nono al sedicesimo anno, con un minimo dell’1% ed un massimo del 3% del capitale investito.