Btp 2051 indicizzato all’inflazione: caratteristiche, vantaggi e rischi

14 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Tra i titoli di stato che negli ultimi giorni hanno riscosso particolare interesse sui forum finanziari spiccano i BTP 2051 trentennali con cedole variabili (ISIN: IT0005436701). Si tratta di un “BTp€i”, ossia un titolo le cui cedole sono indicizzate all’inflazione dell’area euro con scadenza 15 maggio 2051.

Caratteristiche

  • Collocato a un prezzo di 99,208 centesimi, il rendimento alla scadenza era risultato dello 0,177%.
  • Le cedole sono pagabili su base semestrale, in data 15 maggio e 15 novembre di ogni anno. I coupon nei BTp€i sono variabili e pari allo 0,15% annuo reale. Ossia a tale ammontare si sommerà l’inflazione europea.

Vantaggi

  • Tra le caratteristiche dei BTp€i 2051, quella di pagare cedole variabili legate all’inflazione, tutelando quindi il potere di acquisto del possessore del titolo di stato. I valori dell’inflazione presi in analisi sono quelli dell’eurozona. Lo scenario più interessante sarebbe quello di un “surriscaldamento” dell’inflazione media nell’Eurozona superiore rispetto a quella italiana

Rischi

  • Nel caso in cui l’inflazione dovesse rimanere bassa per tutta la vita del prodotto, questi BTp€i non sarebbero  convenienti. Tuttavia in un arco temporale così ampio questo non probabilità sembra esclusa, alla luce dei prezzi attuali.

L’altro BTP 2051 con cedola fissa all’1,7%

Tra i titoli con scadenza nel 2051,  spicca inoltre quello collocato lo scorso ottobre (ISIN: IT0005425233) a cedola fissa. Come il precedente, il Tesoro lo ha collocato sul sul MOT, il mercato telematico delle obbligazioni gestito da Borsa Italiana.

Si tratta di un Btp a 30 anni con scadenza 1 settembre 2051 e cedola 1,70% (ISIN: IT0005425233). L’emissione ha riscosso un successo senza precedenti, tanto da avere raccolto ordini per oltre 11 volte gli 8 miliardi offerti. Mai si è registrato un rapporto fra le richieste e il volume dell’emissione per un titolo di durata superiore ai dieci anni.

Caratteristiche

  • Il BTP trentennale con scadenza 1 settembre 2051 paga cedole annuali dell’1,70%, pagate due volte l’anno.
  • Il primo coupon pari allo 0,85% è stato pagato in data 1 marzo 2021, mentre l’ultimo sarà pagato nel marzo 2051, a fronte di una scadenza fissata per l’1 settembre 2051.
  • Le cedole sono costanti nel tempo, indipendentemente dall’andamento dell’inflazione.

Vantaggi

  • Gli investitori del l Btp trentennale hanno la certezza di un rendimento prefissato, tramite cedole semestrali dello 0,85%. Il rendimento annuale è pertanto pari all’1,70%. In caso di discesa dei tassi, il prezzo di questo BTP potrebbe salire. Tuttavia, il margine di  apprezzamenti pare assai risicato alla luce dei tassi attuali, che si attestano sui minimi storici.

Rischi

  • I rischi di questo titolo di stato sono legati alla sua scadenza, particolarmente lunga. Un aumento dell‘inflazione sarebbe deleterio per il prezzo di questo BTP, che potrebbe scendere anche in maniera significativa durante il corso della vita. In presenza di aumento dei tassi non sarebbe impossibile vedere scendere questo titolo di Stato attestarsi per esempio a 90 o 80 rispetto il valore nominale di 100.
  • Altro aspetto non trascurabile per i Bond a lunga scadenza è legato all’emittente. In questo caso lo Stato Italiano. Nel caso di problemi finanziari o default dell’emittente, il detentore del Btp finirebbe per pagare caro il suo investimento.