Brutto segnale per Monti. Debito Italia 127,3%, è record

23 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non è certo un dato che va a suo favore, tutt’altro. In questa campagna elettorale dai toni che si fanno accesi ogni ora che passa, i commenti degli altri candidati alle elezioni politiche contro il premier Mario Monti non tarderanno certo ad arrivare. Questi numeri rischiano inoltre di acuire i sentimenti anti-europeisti di alcuni cittadini italiani, stremati dalle tasse imposte dal governo Monti, tasse – ricordiamo – volute soprattutto dalla politica di austerity firmata Europa.

Avesse prodotto qualche risultato, si chiederà qualcuno. Per ora neanche quello, visto che, stando a quanto rende noto Eurostat, nel terzo trimestre del 2012, il rapporto debito/pil dell’Italia è balzato al nuovo massimo storico, ovvero al 127,3%. Il peggioramento è sia sua base trimestrale – nel secondo trimestre era del 126% – sia su base annua – nello stesso periodo del 2012 era pari al 119,9%.

In termini percentuali, l’incremento è +1,3% rispetto al trimestre precedente e +7,4% rispetto al terzo trimestre del 2011. Tanti sacrifici chiesti agli italiani, ma non solo non si vede un miglioramento: la situazione peggiora. D’altronde, se c’è recessione, il Pil cade e il peggioramento dei conti è una conseguenza naturale.

Riguardo ai 17 paesi che compongono l’Eurozona, il rapporto debito/Pil dell’area, sempre stando ai numeri di Eurostat, è salito al 90%, + 0,1% su base trimestrale e +3,2% su base annua. Il debito pubblico dell’Italia si conferma il secondo in termini assoluti dopo quello della Germania, pari a 2.150 miliardi di euro, e secondo anche in termini di incidenza sul Pil dopo quello della Grecia, dove il debito è pari al 152,6%.

Il terzo posto nella classifica dei rapporti debito-Pil più alti va al Portogallo, al 120%, seguito dall’Irlanda con il 117%.

Ieri sera, in un intervento nel programma ballarò, Monti si è così espresso: “Ho una profonda sfiducia nella capacità della coalizione guidata da Berlusconi e della coalizione di Bersani di governare l’Italia”. La sferzata è stata diretta però soprattutto contro il Cavaliere, definito “un provinciale”.

“Se Berlusconi vince tanto di cappello, ma il disastro sara’ per noi italiani…”, ha detto il premier dimissionario.