Brexit, unica strada è commercio fuori da unione doganale

27 Marzo 2017, di Daniele Chicca

L’unica strada vincente percorribile per Londra è riavviare le attività commerciali con l’Unione Europea all’esterno del mercato comune. In occasione del ricorso all’articolo 50 da parte del governo britannico, che in settimana darà il via alle trattative ufficiali di due anni tra Europa e Regno Unito sui nuovi accordi commerciali e legali tra le due potenze mondiali, Open Europe ha pubblicato un nuovo report in cui si sostiene che tale sviluppo è l’unico possibile se i conservatori vogliono come promesso e come desiderato una politica veramente indipendente in materia commerciale.

La primo ministro inglese Theresa May invocherà mercoledì l’articolo 50 dei trattati di Lisbona, un meccanismo che immediatamente farà scattare immediatamente il processo di abbandono dell’Unione Europea da parte di Londra, come conseguenza del referendum dello scorso 23 giugno.

La ricerca intitolata “Niente da dichiarare: un piano per gli scambi commerciali al di fuori dell’unione doganale” ritiene che se il Regno Unito vuole sul serio arrivare un grande “Regno Unito Globale” all’esterno dell’Ue, la sola maniera è quella di firmare un nuovo accordo di libero scambio come unità completamente distinte.

Abbandonare gli accordi principali dell’unione doganale europea EUCU – ossia l’unione delle tariffe doganali e la politica commerciale del mercato comune – è la strategia ideale perché la Brexit possa consentire al Regno Unito di delineare le politiche commerciali che più gli convengono.

Lo scenario peggiore per Londra sarebbe quello di un’intesa che vede la nazione britannica “mezza fuori e mezza dentro” dall’unione doganale, un’opzione alla quale aveva fatto cenno May. Se intende massimizzare le sue possibilità, Londra deve uscire del tutto e definitivamente.  “Il libero scambio, d’altronde, non richiede un’unione doganale e più della metà delle attività commerciali britanniche si svolge senza di essa”.

Questo non vuol dire che Londra debba rinunciare alle convenzioni più rilevanti già sottoscritte. Inoltre, se si vuole arrivare a un accordo completo e di successo, il Regno Unito e l’Unione Europea dovrebbero avere come obiettivo quello di collaborare pienamente sulle cose pratiche e amministrative legate ai controlli doganali.