Brexit, Ue mette in mora il Regno Unito per violazione dei patti

1 Ottobre 2020, di Alberto Battaglia

L’Unione europea, tenendo fede ai termini lanciati in un precedente ultimatum, ha comunicato di aver inviato “una lettera di messa in mora” al Regno Unito, in quanto avrebbe “violato i suoi obblighi ai sensi dell’accordo di recesso”.

Secondo Bruxelles, il governo britannico avrebbe spezzato il vincolo di buona fede previsto dall’accordo sulla Brexit presentando un disegno di legge sul mercato interno problematico per l’Irlanda del Nord. Le due parti, infatti, avevano convenuto che per l’Ulster sarebbero rimaste operative le norme del mercato unico europeo e non quelle che Londra avrebbe deciso di porre in essere a Brexit avvenuta.
Questo accordo si era reso necessario in quanto, in caso contrario, l’assenza di un confine duro fra la Repubblica d’Irlanda, membro Ue, e l’Irlanda del Nord, avrebbe di fatto consentito l’entrata nel mercato unico europeo di merci che non rispettano gli standard europei. Infatti, un prodotto che entri nell’Ue può successivamente spostarsi liberamente al suo interno; donde la necessità di impedire l’apertura di una “falla” ai confini esterni del mercato unico europeo proprio fra le due “irlande”.

“Rappresentanti del governo britannico hanno riconosciuto questa violazione, affermando che il suo scopo era quello di consentirgli di discostarsi in modo permanente dagli obblighi derivanti dal Protocollo” di recesso, ha scritto la Commissione europea nel suo messaggio indirizzato a Downing Street, “il governo britannico non è riuscito a ritirare le parti controverse del disegno di legge, nonostante le richieste dell’Unione. Il Regno Unito ha violato il proprio obbligo di agire in buona fede, come stabilito nell’articolo 5 dell’accordo di recesso”.

Le possibili conseguenze

Cosa può accadere, nel concreto, qualora Londra dovesse decidere di non adeguarsi? Legalmente, può ancora essere sottoposta alla procedura d’infrazione e, di conseguenza, al pagamento di una multa all’Unione europea.

Entro il mese di ottobre, salvo proroghe che il governo britannico ha più volte escluso, dovrà essere raggiunto un accordo fra Ue e Regno Unito sul trattato di libero scambio che regolerà i rapporti commerciali fra le due aree a partire dalla fine del periodo di transizione (31 dicembre). Nonostante le tensioni, gli interessi in gioco portano ancora a credere che “l’accordo è ancora possibile”, come aveva annunciato appena pochi giorni fa la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.