Brexit sulle spiagge d’Italia: 90% degli stabilimenti sventola l’Union Jack

5 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

GENOVA (WSI) – Agli inglesi che hanno preso d’assalto come tutte le estati le spiagge italiane c’era ad accorglierli una sorpresa: da Sarzana a Ventimiglia, passando per Santa Margherita e Rapallo, sui litorali della costiera ligure sventola la bandiera britannica.

Sono circa 1500, quasi il 90% degli stabilimenti balneari della Liguria, le spiagge che hanno deciso di protestare contro la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha indicato come illegittima la proroga automatica delle concessioni demaniali fino al 2020 proposta dal Governo italiano.

In particolare la decisione dell’organo dei 28 paesi Ue apre il settore delle concessioni demaniali alla concorrenza. La speranza dei proprietari degli stabilimenti era proprio la proroga che ora la Corte ha bocciato. Da qui la protesta simbolica degli operatori balneari che hanno issato l’Union Jack sui loro bagni, in segno di vicinanza al popolo britannico che il 23 giugno ha votato a favore dell’uscita dall’Ue. Una sorta di Brexit al mare.

“Vogliamo dare un segnale immediato che non danneggi nessuno e che possa rendere chiara la vicenda anche ai nostri clienti. Non siamo contro l’Europa, sia chiaro, ma dovrebbe essere garantita la salvaguardia delle peculiarità delle singole nazioni. Il Nostro è stato un modello che si è diffuso in tutto il mondo. Non capiamo la volontà di voler cambiare senza proporre un modello alternativo”.

Queste le parole di Enrico Schiappapietra, presidente regionale sindacato balneari che riunisce 1200 stabilimenti

“La protesta è più viva che mai, alcuni stabilimenti si erano già attrezzati. In ballo c’è il futuro di un settore che coinvolge circa 15 mila persone solo nella nostra regione. C’è la storia di famiglie e piccole aziende che hanno fatto investimenti a determinate condizioni e ora ci dicono che le regole sono cambiate. Non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. Il 15 agosto le bandiere scompariranno ma la nostra battaglia continua”.