Brexit, Soros: britannici ci ripenseranno

3 Luglio 2017, di Daniele Chicca

La realtà economica comincia a riflettere le false speranze di molti britannici”, così inizia un editoriale pubblicato da George Soros sul Corriere della Sera in cui il finanziere miliardario fa i suoi pronostici sulla Brexit.

Provando a sintetizzarle in poche parole, secondo Soros – l’uomo che mise in ginocchio la Banca d’Inghilterra nel 1992 svalutando la sterlina – i negoziati sulla Brexit si protrarranno più del previsto dopo che la premier Theresa May cercherà di allungare il più possibile le trattative con Bruxelles.

Alla fine la decisione sul nuovo accordo commerciale e legale verrà presa non prima di cinque anni. Nel frattempo sotto il piano politico si materializzerà una mini rivoluzione: si terranno altre elezioni politiche che la primo ministro e i conservatori perderanno.

Un anno fa gli inglesi “credettero alla promessa della stampa popolare e dei politici del fronte del «Leave» che la Brexit non avrebbe modificato il loro tenore di vita. In realtà, nell’ anno trascorso da allora, tale tenore è riuscito a mantenersi stabile solo grazie a un maggiore indebitamento delle famiglie. Questo metodo per un po’ ha funzionato perché l’ aumento dei consumi ha stimolato l’ economia britannica”.

Ora la situazione è cambiata, se si fa affidamento ai dati macro, che dipingono un quadro poco roseo per l’economia del Regno Unito. “Il momento della verità è ormai alle porte”, secondo Soros che cita gli ultimi numeri pubblicati dalla Bank of England e nello specifico il fatto che “la crescita dei salari non è riuscita a tenere il passo dell’inflazione e, pertanto, i redditi reali sono cominciati a diminuire”.

“Se questo trend proseguirà nei prossimi mesi, le famiglie si accorgeranno presto che il loro tenore di vita si sta abbassando e, di conseguenza, si vedranno costrette a rivedere le proprie abitudini di spesa. Come se ciò non bastasse, si renderanno anche conto di essersi indebitate in modo eccessivo e di dover porre rimedio riducendo ulteriormente i consumi che hanno sostenuto l’economia fino adesso”.

“Fra l’altro – continua Soros – la BoE ha commesso lo stesso errore della famiglia media, cioè quello di sottovalutare l’ impatto dell’ inflazione, e per questo dovrà ora rimediare aumentando i tassi di interesse, il che renderà ancora più difficile per le famiglie saldare i propri debiti. I britannici si stanno rapidamente avvicinando al punto critico che caratterizza i trend economici insostenibili”.

“La realtà economica è rafforzata dalla realtà politica. Il fatto è che la Brexit è un progetto senza vincitori poiché danneggia tanto la Gran Bretagna quanto l’ Ue. Il referendum sulla Brexit non può essere annullato, ma le persone possono cambiare idea. A quanto pare, è ciò che sta accadendo”.

“Il tentativo del primo ministro Theresa May di aumentare la propria capacità negoziale ricorrendo alle elezioni anticipate si è concluso malamente. La causa principale della sconfitta di May è stata l’ errore di proporre di far pagare agli anziani una quota sostanziosa dell’assistenza sociale, perlopiù sulla base del valore della casa in cui hanno vissuto per tutta la vita (la ‘dementia tax‘)”.

“La maggiore partecipazione dei giovani è stata un altro importante fattore che ha contribuito alla sconfitta di May. Molti di loro hanno votato per i laburisti in segno di protesta e non perché volessero aderire a un sindacato o sostenere il leader laburista Jeremy Corbyn. Il loro atteggiamento nei confronti del mercato unico è diametralmente opposto a quello di May e dei sostenitori di una Brexit dura“.

I giovani sono impazienti di trovare un lavoro ben pagato, che sia in Gran Bretagna o in Europa. Al riguardo, i loro interessi corrispondono a quelli della City, dove si trovano alcuni di questi lavori. Affrontando i negoziati con un atteggiamento conciliante, May potrebbe raggiungere un’intesa con l’Ue sul programma e accettare di rimanere nel mercato unico per il tempo necessario a definire tutti gli aspetti legali .

“Questa soluzione – secondo Soros – sarebbe di grande aiuto per l’Ue in quanto posticiperebbe il temuto giorno in cui l’assenza della Gran Bretagna creerà un buco enorme nel bilancio dell’Unione. E sarebbe un accordo vantaggioso per entrambe le parti. Solo intraprendendo questa strada May può sperare di convincere il Parlamento ad approvare tutte le leggi che dovranno già essere in vigore quando i negoziati sulla Brexit saranno conclusi e la Gran Bretagna lascerà l’ Unione”.

“Potrebbe rendersi necessario per lei abbandonare la sconsiderata alleanza con il partito unionista democratico in Ulster e schierarsi più apertamente con i tory scozzesi, che spingono per una Brexit più morbida. Se opterà per questa linea, potrebbe restare alla guida di un governo di minoranza perché nessun altro vorrà prendere il suo posto”.

“Per completare la Brexit ci vorrebbero comunque almeno cinque anni, durante i quali verrebbero indette nuove elezioni. E se tutto andasse per il verso giusto, le due parti potrebbero pensare di risposarsi prima ancora di aver divorziato”.