Brexit, rischio di rottura con l’Ue: sterlina in bilico

16 Ottobre 2017, di Livia Liberatore

Una rottura catastrofica se i negoziati con l’Unione europea non andassero avanti. Un rapporto di Bloomberg prevede conseguenze drammatiche per le relazioni fra Unione europea e Regno Unito se entro la fine della settimana l’Unione europea non permetterà ai negoziati di passare alla fase successiva, quella delle future relazioni fra i due blocchi dopo la Brexit e in particolare sul commercio. Le trattative sono al loro quinto round e stanno attraversando in questi giorni una fase di stallo.

Bloomberg cita come fonte una persona vicina al governo britannico. Secondo l’articolo, l’intero processo di Brexit potrebbe collassare e i ministri del governo di Theresa May stanno perdendo la fiducia nella volontà dell’Unione europea di arrivare a un accordo. I principali ostacoli alle discussioni sul commercio sarebbero la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo la fonte, la Germania avrebbe interesse a ritardare l’accordo per attrarre a Francoforte le imprese britanniche con sede a Londra.

Gli euroscettici del partito conservatore di Theresa May vorrebbero che il Primo ministro chiedesse tempo e lasciasse le trattative con l’Ue senza un accordo per ottenere più spazio per concessioni a suo favore. Indiscrezioni riportate dalla Bbc avevano rivelato il 13 ottobre che l’Unione europea starebbe preparando un documento per regolare la seconda fase delle trattative. Le discussioni sul libero commercio sarebbero in procinto di cominciare però solo all’interno della parte europea.

Ma la posizione ufficiale del capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier è che non si andrà avanti fin quando da parte del Regno Unito non si ammorbidiranno le posizioni sul saldo degli obblighi finanziari verso Bruxelles, sul tema delle due Irlande e sui diritti dei cittadini europei che vorranno restare nel Regno Unito dopo la Brexit. Una parte delle trattative che il Regno Unito vorrebbe subordinare all’inizio delle discussioni sul libero commercio. Al momento, dunque, lo stallo è totale.

Sui mercati valutari la sterlina potrebbe pagare caro il rischio di rottura dei colloqui. Secondo cinque analisti interpellati da Business Insider la sterlina, che ha subito il calo più marcato di sempre in seguito al voto del referendum di giugno 2016, rischia di cedere anche il 20%. Se i colloqui non danno frutti la valuta è vista scendere in una fascia di prezzo compresa tra 1,10 e 1,20 dollari. La previsione più pessimista rappresenterebbe un calo del 17% dai livelli attuali, che già costituiscono un meno 10% dai massimi pre referendum. Oggi sul Forex la sterlina ha testato i minimi intraday di 1,3256 dollari prima di riportarsi sulla linea della parità.