Brexit, Parlamento si prepara al voto decisivo

7 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Il Parlamento britannico torna al lavoro dopo la pausa natalizia. Mentre il Regno Unito dovrebbe lasciare l’Unione europea tra meno di 12 settimane, i deputati inglesi non hanno approvato ancora un accordo di uscita né hanno messo in atto una legislazione per garantire un divorzio senza intoppi.

La Camera dei Comuni inizierà a discutere l’accordo mercoledì ma nessuna data è stata ancora fissata per il voto significativo, ma la May ha indicato che sarà martedì 15 o mercoledì 16 gennaio. I parlamentari dovranno prima far passare una mozione prima che inizi il dibattito, stabilendo quanti giorni di discussione si terranno. Se l’accordo non passerà gli scenari su quello che succederà si capiranno dai margini della sconfitta. Se è inferiore ad esempio, 100, il governo può sperare ancora di avere un’ultima possibilità di vincere qualcosa in più dall’EU27 e poi tornare al Parlamento. Se invece ci8 sarà una sconfitta schiacciante per la May, ciò equivarrebbe a una grave crisi politica, con il governo semplicemente incapace di ratificare il suo accordo. Che cosa succede a questo punto dopo è difficile a dirsi: potrebbe essere la stessa May a chiedere un referendum, o un’elezione generale.

In un’intervista di domenica, il primo ministro Theresa May ha  garantito che la prossima settimana si svolgerà la votazione parlamentare, il tutto mentre chiede  ulteriori chiarimenti all’UE per rispondere alle preoccupazioni dei parlamentari. La premier ha anche affermato che tenterà di dare al Parlamento una voce in più nei futuri rapporti con l’Unione ma non specificando oltre.

“Quello che avremo in programma nei prossimi giorni sono assicurazioni in tre aree: in primo luogo le misure specifiche all’Irlanda del Nord; il secondo un ruolo più importante per il Parlamento, poiché portiamo avanti questi negoziati nella fase successiva per le nostre future relazioni; e terzo – e stiamo ancora lavorando su questo – ulteriori rassicurazioni da parte dell’Unione Europea per affrontare le questioni che sono state sollevate “.