Brexit, Londra rinuncia al pieno accesso al mercato unico

19 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – A quasi due mesi dalla Brexit cominciano a delinearsi le strade da prendere. I  funzionari governativi del Regno Unito hanno lavorato duramente tutta l’estate per elaborare un piano per l’uscita del paese dall’Unione europea e alla fine hanno concluso che lasciare l’Unione e mantenere l’accesso al mercato unico, un accordo in pieno stile norvegese, non è per nulla una tesi sostenibile. A dirlo il Financial Times che cita fonti vicine ai negoziati.

La Norvegia contribuisce al bilancio europeo e prevede la libera circolazione delle persone in cambio del pieno accesso al mercato unico. Un accordo simile per l’Inghilterra non è fattibile sia sul piano politico che pratico, per questo la City sta studiando un’alternativa sull’esempio della Svizzera dove alcune industrie hanno pieno accesso al mercato unico europeo, creando così un accordo ad hoc con l’Ue. Un task force di notai presieduta dal presidente di Santander Uk ed ex ministro del lavoro, corposo documento di 110 pagine insieme alla BBA, l’Associazione dei banchieri inglesi il cui amministratore delegato Anthony Brown sottolinea:

“Ci deve essere un accordo bilaterale tra Uk e Ue che prevede il pieno accesso al mercato a due vie. Entrambe le parti hanno interesse a realizzare tale accordo in quanto non è nell’interesse degli altri paesi europei che il loro principale centro finanziario, la City, sia tagliata fuori dai loro rapporti commerciali, soprattutto in un momento in cui si sta cercando di stimolare la crescita economica europea”.

Michael Roth , il ministro degli affari europei della Germania, ha detto che il Regno Unito potrebbe ottenere uno “status speciale” all’interno dell’UE con un accordo su misura. Intanto la posizione ufficiale del governo inglese non sarà rivelata fino alla fine dell’anno e non resta che attendere.

 

Fonte: Financial Times