Brexit: Londra perde smalto, 440 società finanziarie hanno detto addio alla City

16 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Gli effetti della Brexit pesano, e anche tanto, sulla City di Londra, fino ad oggi cuore pulsante della finanza del Vecchio Continente. Lo dimostra il numero in crescita di società finanziarie che stanno abbandonando il paese per per trasferire nel continente almeno parte di operazioni, personale, beni ed entità legali.

Ad oggi, secondo un rapporto del think thank New Financial citato da Bloomberg, sarebbero già 440 le società ad aver fatto le valigie.
Tra queste ci sono 126 società di gestione patrimoniale, 81 banche e 65 assicuratori: complessivamente la Brexit avrebbe portato a circa 7.400 posti di lavoro delocalizzati fuori dalla Gran Bretagna e 900 miliardi di sterline di operazioni trasferite.

Nessuna indicazione precisa però è ancora arrivata su chi sarà a sostituire Londra come hub finanziario dell’Europa. Le risorse in uscita dal Paese infatti per il momento sono state spartite tra diverse città europee, Francoforte, Parigi, Amsterdam e Dublino in testa.

“Le aziende stanno migrando o si stanno espandendo in più centri finanziari poiché molte aziende hanno diviso la posizione delle loro attività nell’UE per divisione, o hanno risposto alla Brexit distribuendo il loro personale in modo più uniforme in tutta l’UE”, si legge nel rapporto di New Financial.

Ma l’emorragia di posti di lavoro è solo alle prime battute.

“Dati gli accordi di equivalenza limitati in atto, nel tempo prevediamo che ci sarà un flusso gocciolante di affari e attività dal Regno Unito all’UE – ha dichiarato il fondatore di New Financial William Wright – Dato che l’UE tiene una linea più dura sulla località delle attività e dei singoli, ci aspettiamo che questi numeri in primo piano aumentino in futuro”.

Brexit, a gennaio storico sorpasso di Amsterdam su Londra

Questo importante cambiamento è stato causato dalla Brexit: per via del mancato accordo tra Regno Unito e Unione Europea, a partire da gennaio, quando si è verificata completamente l’uscita dall’Unione, sui mercati finanziari britannici non è più possibile comprare e vendere titoli denominati in euro: questo ha provocato un enorme spostamento di transazioni da un mercato finanziario a un altro.
Così, lo scorso gennaio il valore totale delle azioni scambiate ad Amsterdam è passato da una media 2,6 miliardi di euro al giorno nel 2020 a 9,2 miliardi. Nel frattempo, lo stesso valore a Londra è passato da 17,5 miliardi di euro a 8,6 miliardi.