Brexit: Londra pensa a riforma City, dopo l’addio alla Ue

18 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Il governo inglese corre ai ripari per mantenere la leadership di Londra tra le piazze finanziarie del Vecchio Continente. Un’azione necessaria, soprattutto dopo che nel mese di gennaio, la piazza di Amsterdam ha superato quella inglese come principale piazza di scambi in Europa.

Il 3 marzo scorso, il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha presentato un rapporto sul rilancio della City. L’obiettivo, è quello di rimettere Londra in competizione con le altre Borse europee, favorendo soprattutto la quotazione di nuove società, con una semplificazione degli adempimenti in stile thatcheriano anni ’80.
In quell’occasione furono snellite le operazioni preliminari per l’accesso alla borsa, eliminate le commissioni di transazione e attuato il passaggio al trading elettronico.

Dopo la Brexit, l’obiettivo, è quello di rimettere la City in competizione con le altre piazze europee. Questo attraverso uno snellimento delle regole per la quotazione in Borsa delle società, tramite la riforma delle Spac (Special Purpose Acquisition Company), particolare tipologia di società veicolo destinata alla raccolta di capitali di rischio attraverso la quotazione (IPO) e con l’obiettivo di investimento in una o più società operative esistenti.

L’idea è quella di rifarsi al modello di Facebook, della Dual Class Shares Ownership, che concede ai fondatori dell’azienda, con una quota del 14% nel capitale, di detenere un 60% della proprietà tramite i diritti di voto nell’assemblea degli azionisti.

A gennaio storico sorpasso di Amsterdam su Londra

A gennaio Amsterdam è diventata il più grande mercato di scambio di azioni d’Europa, aumentando di circa quattro volte il valore di quelle scambiate quotidianamente rispetto al 2020 e superando Londra, che per decenni è stata il più grande e importante mercato finanziario europeo.
Questo importante cambiamento è stato causato da Brexit: per via del mancato accordo tra Regno Unito e Unione Europea, a partire da gennaio, quando si è verificata completamente l’uscita dall’Unione, sui mercati finanziari britannici non è più possibile comprare e vendere titoli denominati in euro: questo ha provocato un enorme spostamento di transazioni da un mercato finanziario a un altro.
Così, lo scorso gennaio il valore totale delle azioni scambiate ad Amsterdam è passato da una media 2,6 miliardi di euro al giorno nel 2020 a 9,2 miliardi. Nel frattempo, lo stesso valore a Londra è passato da 17,5 miliardi di euro a 8,6 miliardi.