Brexit: è guerra civile Tory. “Accordo May sarà rigettato”

16 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

È caos in Gran Bretagna il giorno dopo l’approvazione da parte del Governo sul pre-accordo raggiunto con Bruxelles sulla Brexit. Dopo l’ok del gabinetto quattro ministri si sono dimessi. Mentre restano incerte le sorti dell’intesa, che rischia di non passare il vaglio del Parlamento.

Secondo quanto anticipato da David Davis, membro del Partito Conservatore, ex ministro incaricato della Brexit, il parlamento britannico esprimerà un parere negativo sull’intesa raggiunta da Theresa May, tanto da costringerla a tornare a Bruxelles per negoziare un accordo diverso.

Il primo ministro deve trovare un’alternativa”, ha specificato David Davis, rifiutando di commentare il futuro della May.

Inoltre dalle ultime indiscrezioni sembra che la premier dovrà far fronte anche a un voto di sfiducia: è stata infatti raggiunta la soglia delle 48 lettere firmate dai conservatori al governo per chiedere che si tenga la mozione anti May per spodestarla. Sui mercati valutari la sterlina paga dazio e cede terreno sul dollaro posizionandosi a quota $1,2788 da $1,2810.

Che l’intesa di ieri non avesse riscontrato grandi consensi era emerso già nelle prime ore. A tal proposito, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in una dichiarazione alla stampa, congiunta, con il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier aveva evidenziato:

 “Prendo atto” dell’accordo sulla Brexit “ma non condivido l’entusiasmo di Theresa May. Ho pensato fin dall’inizio che questa fosse una situazione ‘lose-lose’ e che occorresse lavorare per controllare i danni conseguenza di questo divorzio

Intanto oggi la premier Theresa May ha ribadito che non ci sono alternative all’accordo con l’Unione europea e che non ci sarà un secondo referendum, le persone hanno votato per lasciare l’Unione europea e noi la lasceremo il 29 marzo del 2019.

“Sì è stato necessario prendere decisioni difficili e Io capisco che c’è qualcuno che non è contento di questi compromessi ma questo accordo è quello per cui le persone hanno votato e è nell’interesse nazionale. Se non andiamo avanti con questo accordo nessuno può sapere quali conseguenze ci saranno”.