Brexit e gilet gialli affossano le vendite di champagne

20 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

La Brexit e le proteste dei gilet gialli in Francia hanno frenato le vendite di champagne nel 2018 che hanno così toccato il livello più basso dal 2004. Proprio in un momento in cui il Prosecco, anche grazie alla moda dello Spritz, è molto richiesto. Nel 2018 è stato il vino con le bollicine più venduto al mondo.

Lo rende noto il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC) alla fiera di Düsseldorf, in Germania. Secondo i dati ufficiali, le bottiglie di champagne vendute a livello mondiale sono diminuite dell’1,8% arrivando a 302 milioni nel 2018, anche se le entrate sono aumentate del 3% per un valore record di 5,6 miliardi di dollari.

“Il calo dei volumi sta diventando un po’ preoccupante, con il rallentamento in Francia e in Gran Bretagna che non è stato compensato da maggiori vendite al di fuori dell’Unione europea”.

Così a Reuters il co-presidente della CIVC Jean-Marie Barillere. Francia e Gran Bretagna rappresentano circa il 60% delle vendite totali per volume di champagne.

Incertezze Brexit hanno fatto crescere scorte di champagne

La Brexit e le proteste dei gilet gialli hanno causato tante incertezze economiche in tutta l’Eurozona e la crisi dello champagne in Francia e in Gran Bretagna è solo un altro esempio di come l’economia regionale sia diretta verso il disastro.

Secondo Barillere infatti le proteste in Francia hanno pesato molto sul turismo a Parigi, e un rallentamento economico generale sta danneggiando la domanda di champagne. Le incertezze sulla Brexit invece hanno portato molte aziende ad esportare più del dovuto, producendo molte scorte.

Nel dettaglio allora le vendite francesi sono calate del 4,2% a 147 milioni di bottiglie, con più bottiglie esportate che consumate in Francia per la prima volta in un secolo. In Gran Bretagna, le vendite sono scese a 460 milioni di dollari contro i 470 dell’anno precedente.

Il Prosecco italiano, tre-quattro volte più economico dello champagne, è stato un forte concorrente delle bollicine made in France. E l’impressione è che continuerà a esserlo ancora per molto tempo.