Brexit: “divisioni Ue-UK restano ampie”. Fissata nuova scadenza

10 Dicembre 2020, di Mariangela Tessa

Nuova fumata nera nelle trattative tra l’Unione europea e il Regno Unito per definire un accordo post-Brexit. Il lungo incontro di ieri, tra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il primo ministro britannico Boris Johnson, si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto.

Brexit, distanze restano ampie

Secondo quanto riferito da una fonte di Downing Street,  il premier britannico e la presidente della Commissione europea hanno verificato che rimango distanze “molto ampie”.

La stessa fonte, citata dai media del Regno, ha parlato di “una discussione franca sugli ostacoli significativi che restano nei negoziati”. Ha poi aggiunto che permangono “differenze molto ampie fra le due parti e che non è ancora chiaro se potranno essere colmate” per arrivare a un accordo di libero scambio o se Londra metterà invece fine al periodo di transizione post divorzio il 31 dicembre con un no deal.

Tre i punti cruciali rimasti finora irrisolti, i diritti sulla pesca, la richiesta europea di un allineamento britannico in alcuni ambiti normativi a tutela di una concorrenza commerciale leale (il cosiddetto level playing field) e la governance di possibili contenziosi giuridici futuri.

Nuova scadenza fissata a domenica 13 dicembre

Dopo la fumata nera di ieri, i due leader hanno fatto sapere che daranno tempo ai propri negoziatori fino a domenica 13 dicembre per cercare di trovare un accordo.

“Abbiamo raggiunto una comprensione chiara delle posizioni reciproche, che restano lontane. Abbiamo concordato che i team negoziali si riuniscano immediatamente per cercare di risolvere queste questioni essenziali. Arriveremo ad una decisione per la fine della settimana” si legge in comunicato della Commissione europea. Comunicato suggellato dalle parole di von der Leyen, che ha aggiunto: “Alla fine del weekend prenderemo una decisione”

Nel frattempo, secondo quanto scrive Politico, la Commissione Europea dovrebbe pubblicare già oggi probabilmente prima dell’inizio del Consiglio Europeo fissato per le 13, i piani aggiornati per gestire un eventuale no deal.