Brexit, da Londra stop alle detenzioni di cittadini Ue senza documenti

17 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

Il Regno Unito fa un passo indietro e dice stop alle detenzioni nei centri di raccolta e di reclusione di cittadini Ue entrati nel Paese senza la documentazione necessaria per lavorare, divenuta obbligatoria in base alla stretta sull’immigrazione imposta dal governo Johnson dopo la Brexit. 

Lo ha stabilito lo stesso esecutivo, dopo le polemiche sul trattamento inflitto nelle ultime settimane ad alcune decine di persone in attesa di rimpatrio, soprattutto giovani, fra cui anche alcuni italiani, indicando nuove linee guida ad hoc più soft per la polizia di frontiera.

La situazione aveva sollevato le preoccupazioni di diplomatici europei alla luce di casi di cittadini rimasti nei centri fino a sette giorni prima di essere rimpatriati.  Il periodo di detenzione in alcuni casi è stato parzialmente spiegato con il fatto che, a causa delle restrizioni ai viaggi per il coronavirus, ci sono meno voli disponibili. Tuttavia, alcuni governo europei hanno trovato queste lungaggini “sproporzionate” .

Cittadini Ue: le nuove linee guida

Le linee guida, aggiornate e diffuse in queste ore dal Ministero dell’interno britannico (Home Office), come riporta il Guardian, prevedono che nei casi come quelli denunciati nei giorni scorsi dai media sia evitata la detenzione e consentito da parte degli addetti alla dogana un ingresso su cauzione nel paese – in particolare a chi disponga di un domicilio dove stare, ospite di amici o di familiari – fino al primo volo disponibile per il ritorno alla destinazione d’origine.

“Mentre i viaggi internazionali sono limitati a causa della pandemia di Covid-19, abbiamo deciso di aggiornare le nostre linee guida per chiarire che ai cittadini stranieri in attesa di rimpatrio, inclusi quelli dell’Ue, cui sia stato rifiutato l’ingresso debba essere garantito il diritto d’immigrazione temporaneo su cauzione, laddove appropriato”, ha dichiarato un portavoce del ministero pur non senza ribadire che “la libertà di movimento” automatica con i 27 “è finita” dal primo gennaio e che i cittadini dell’Ue possono sì entrare nel Regno Unito, “ma se vogliono venire per lavorare o studiare devono sottoporsi alle nuove regole”. Regole che prevedono il rilascio di un visto a condizioni specifiche e che vanno verificate “prima di partire”.