Brexit, cosa cambia ora: le conseguenze negative

24 Giugno 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – La vittoria del fronte del “Leave” nel voto sulla Brexit ha implicazioni dirette su mercato ed economia occidentale, con l’Ue che interromperà il versamento dei fondi al Regno Unito, i negoziati commerciali che verranno ridisegnati e l’Europa che perderà il 17% del Pil e il 12% della sua popolazione. La scelta dei cittadini britannici, che dal 1975 non avevano avuto l’opportunità di dare il proprio parere sulla permanenza di Londra in un progetto di integrazione europeo, è senza appello e avrà conseguenze su tutto il pianeta.

Rick Lacaille, Global Chief Investment Officer, State Street Global Advisors, dice che per quanto riguarda il medio-lungo periodo gli osservatori saranno diffidenti sull’impatto che il voto avrà sullo sviluppo degli altri movimenti nazionalisti e protezionisti – sia in Europa che altrove. “In Europa, i partiti nazionalisti avranno un ruolo sempre più centrale nelle elezioni del prossimo anno in Germania e Francia“. Senza contare il voto tra due giorni in Spagna.

“Le conseguenze si riverseranno probabilmente sul libero mercato, sia per quanto riguarda il commercio e la mobilità lavorativa che per quanto concerne gli investimenti esteri. L’Unione Europea avrà un ruolo importante nel creare equilibrio e nell’agevolare un’uscita rapida del Regno Unito in modo da ridurre i rischi il più rapidamente possibile, e allo stesso tempo scoraggiare movimenti simili in altri paesi”.

Dopo Brexit la stabilità è in pericolo

Michael Metcalfe, Head of Global Macro Strategy di State Street ha sottolineato come le grandi istituzioni mondiali abbiano fatto pressioni sul popolo britannico perché votasse a favore della permanenza in Ue, avvertendo dell’impatto negativo che avrebbe scatenato un’eventuale voto a favore della Brexit. Ora che il 52% dei cittadini dei 46,5 milioni che sono andati a votare si è espresso contro di loro, la stabilità economica, commerciale, degli investimenti e dei mercati è a rischio.

“Nelle settimane che hanno preceduto il voto tutti gli organismi finanziari e commerciali internazionali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale, La Banca Mondiale, la Banca d’Inghilterra, e il WTO hanno espresso le proprie preoccupazioni rispetto a un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Tra i rischi sono stati menzionati il rallentamento della crescita globale, la stabilità del commercio, del mercato, degli investimenti stranieri e dei mercati finanziari. L’esito dell’uscita potrebbe far sì che questi timori diventino realtà”.

“Nei tre mesi precedenti al referendum è stato evidente come gli investitori internazionali abbiano aumentato le loro partecipazioni in azioni del mercato UK, nonostante le incertezze create dalla votazione. L’unico mercato dove il comportamento è cambiato è stato quello valutario dove gli investitori si sono coperti dal rischio di cambio. Anche se tale comportamento ha avuto lo scopo di ammortizzare il prevedibile deprezzamento della sterlina conseguente al voto, la domanda principale è se gli investitori internazionali cercheranno ora di ridurre anche le loro posizioni nel mercato azionario UK. Se l’incertezza dopo il voto continuasse a persistere e in virtù del fatto che gli investitori hanno acquistato piuttosto che venduto asset inglesi prima del referendum, vi potrà essere un elevato rischio di deflussi sia dalle azioni sia dai Gilts del Regno Unito.

Presteremo molta attenzione a un contagio negli asset europei, in particolare per quanto riguarda l’Euro. Anche se la BCE sta espandendo il suo bilancio in modo aggressivo, è evidente che gli investitori hanno ridotto le loro scommesse su un continuo deprezzamento dell’Euro. Se il voto per l’uscita rifocalizza l’attenzione del mercato sui rischi di divisioni politiche in Europa, ci pare che il premio al rischio politico sia poco riflesso nel valore in ogni valuta e questo, unito ad una politica monetaria che incoraggia l’indebolimento dell’euro, porterà secondo noi ad un ripresa dell’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro statunitense. ”

Brexit peserà su economia, nulla sarà come prima

Il caos provocato dalla Brexit peserà sui mercati e avrà un impatto sull’economia globale, ma non da subito. È l’opinione di Philippe Waechter, capo economista di Natixis AM. Dopo il voto in favore della Brexit, le regole cambieranno drammaticamente, la volontà di uscire dall’Unione Europea avrà un impatto forte e duraturo sulla vita dei britannici, ma anche sull’intera Europa, secondo l’economista

“Nel breve termine, tuttavia, non accadrà nulla sul versante economico. Ma le aspettative cambieranno pesantemente e sarà questo a pesare sui mercati finanziari. Le banche centrali non rimarranno neutrali e dovranno intervenire per evitare una ricaduta dopo lo shock inglese. Come durante la crisi del 2008/2009, gli accordi di scambio tra le banche centrali si attiveranno per fornire liquidità ai mercati finanziari globali”.

Per l’economia, la domanda da farsi è piuttosto semplice secondo Waetcher: “la relazione tra UK e resto del mondo cambierà profondamente. Le regole non saranno uguali per la quinta maggiore economia al mondo. Il peso del Regno Unito è di per sé una fonte di preoccupazione per il resto del mondo. Tutto ciò accadrà in un contesto di bassa crescita e dove le banche centrali hanno già adottato, e per un periodo prolungato, politiche monetarie molto accomodanti. In altre parole, uno shock negativo e persistente con poca capacità di aggiustamenti a causa della politica dei bassi tassi potrà avere un effetto duraturo sul Regno Unito e sul resto del mondo”.

UK: niente più accesso al mercato unico

La principale fonte di shock è che il Regno Unito non avrà più accesso al mercato unico alle stesse condizioni di oggi, come già avvertito dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. “Un nuovo paradigma dovrà essere definito. Questo richiederà tempo e creerà incertezza. Nel breve termine non sappiamo il tipo di misure conservative che verranno adottate durante le negoziazioni. Ma immagino che i negoziatori britannici vorranno troncare le relazioni rapidamente perché questa è la decisione emersa dal referendum. Con il resto del mondo, le condizioni di scambio per i britannici sono condizionate dagli accordi commerciali siglati dall’Unione Europea. Ora, con la Brexit, il Regno Unito sarà escluso da tali accordi“.

In un periodo nel quale il commercio globale non ha più il suo ruolo di trasmissione e acceleratore di crescita, lo shock della Brexit aggiungerà confusione e peserà sull’outlook globale. Sul versante politico, dopo le dimissioni di Cameron appena comunicate, elezioni generali saranno richieste rapidamente in modo da definire un nuovo e differente equilibrio politico. “Una dinamica comune dovrà essere trovata in modo da far si che il referendum inglese non sia un catalizzatore per altri voti di questo tipo in Europa”.

Sui mercati di tutto il mondo gli operatori si stanno rassegnando ad attraversare un lungo periodo di volatilità dopo il responso del referendum. “Nei prossimi giorni gli asset britannici saranno duramente colpiti, ma le ripercussioni di questo storico voto si faranno sentire a livello internazionale poiché l’UE e il Regno Unito inizieranno una procedura possibilmente intricata e contrastata”, sottolinea T. Rowe Price, società Usa del risparmio gestito.

Sui mercati sterlina sarà la prima vittima

“Ora il Regno Unito affronta una grande difficoltà non solo nel completare un complicato processo di separazione, ma anche nel negoziare nuovi accordi commerciali, sia con l’UE che con gli altri partner nel mondo”. La prima vittima sacrificale sui mercati sarà la sterlina, l’asset più liquido nel Regno Unito. Difficilmente però scenderà fino alla parità sul dollaro. Le banche verranno anche travolte dalle vendite.

Secondo Quentin Fitzsimmons, uno dei gestori del team del reddito fisso del gruppo americano, “la sterlina è altamente vulnerabile a causa del probabile calo della fiducia delle imprese britanniche e di un maggior deficit delle partite correnti del paese. Prima del voto avevamo aggiunto alcune moderate posizioni di copertura sulla valuta, senza formulare alcuna scommessa importante sul risultato, che tuttavia possiamo pensare di integrare ora”.

La turbolenza futura preventivabile potrebbe tuttavia dare luogo a opportunità di guadagno significative per gli speculatori e per quegli investitori che seguono un approccio fondamentale, di tipo bottom-up, secondo gli analisti americani.

Cosa cambia per i cittadini britannici

L’Independent, favorevole alla permanenza del Regno Unito nell’Ue ma anche uno dei giornali britannici che ha fin da subito riconosciuto la vittoria della democrazia, ha elencato l’impatto del voto sulla vita di tutti i giorni e sull’economia del paese britannico, elencando sei aspetti principali:

1. Quest’estate le vacanze saranno più care visto l’indebolimento netto della sterlina
2. Immigrazione: per due anni non cambia nulla poi si vedrà
3. L’inflazione salirà, perché importazioni saranno più care
4. I tassi di interesse saliranno, proprio per contrastare l’inflazione
5. La fuga dei capitali delle aziende, porterà a una perdita di fiducia nell’economia britannica, meno investimenti e meno assunzioni
6. In un contesto possibile di recessione, i soldi promessi dal fronte del Leave tarderanno ad arrivare