Brexit, congelati colloqui May – Corbyn: Borsa Londra ai massimi di sei mesi

16 Aprile 2019, di Daniele Chicca

La Borsa di Londra è salita ai massimi di sei mesi, favorita dal calo della sterlina. A innescare i ribassi della valuta britannica sono le notizie giunte dai palazzi della politica. I colloqui sulla Brexit tra Jeremy Corbyn, leader dell’Opposizione e del Labour, e Theresa May, primo ministro e capitana dei conservatori, sono stati congelati.

Lo ha detto lo stesso Corbyn, precisando che “non è stata raggiunta alcuna intesa su unione doganale, diritti dell’ambiente e dei lavoratori”.

L’indice delle blue chip FTSE 100 guadagna lo 0,6%, a 7.481 punti, il livello più alto da ottobre 2018. L’impasse sulla proposta di unione doganale ha fatto scendere l’appetito per la sterlina britannica, perché allontana l’ipotesi di una risoluzione rapida della tragedia Brexit.

Questa settimana i ministri di gabinetto e i ministri ombra dell’Opposizione continueranno a vedersi per discutere dei temi sopracitati, che Corbyn ha definito “relativamente interessanti”, ma che per via di tutta una serie di aspetti “tecnici” richiedono anche un bel po’ di tempo per essere discussi, specie sulle norme legate alla tutela dell’ambiente. Prima delle feste di Pasqua non sono tuttavia previste trattative formali sulle questioni più importanti come unione doganale o secondo referendum confermativo.

Colloqui governo opposizione in fase di stallo: la reazione dei mercati

Sul Forex la divisa perde quasi mezzo punto percentuale a quota 1,3056 dollari (-0,4%) ed è in calo anche nei confronti dell’euro. L’indebolimento del pound è una notizia positiva per alcuni gruppi particolarmente attivi con l’estero, come il gigante pubblicitario WPP (+2,1%) e la compagnia di assicurazioni Prudential (+2,3%). Industriali e finanziari sono due dei settori più richiesti in giornata.

Il governo di Londra ha ottenuto ad aprile una proroga dell’attivazione dell’articolo 50 fino al 31 ottobre, il giorno prima dell’elezione del nuovo presidente della Commissione Europea. Se però non troverà un’intesa sulla Brexit che piace sia a Westminster sia a Bruxelles prima del 22 maggio, il Regno Unito sarà costretto a prendere parte alle elezioni europee.

In ogni caso c’è tempo per trovare un accordo e scongiurare uno scenario ritenuto catastrofico di no deal. Detto questo, le divisioni interne ai partiti fanno pensare che i legislatori non se la sentiranno di trovare un accordo e lasceranno che sia il popolo a scegliere.

Secondo Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte sim, ci sono alte probabilità che si vada ad elezioni anticipate e poi si indica un referendum per sciogliere i nodi principali. È l’opinione espressa dall’analista in un’intervista concessa a Wall Street Italia.