Brexit, che cosa cambia dopo il 31 gennaio

29 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

A circa quattro anni dal referendum del giugno 2016 sulla Brexit, il prossimo 31 gennaio 2020 il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione Europea. Dal primo febbraio, parte un periodo di transizione che durerà fino al 31 dicembre, durante il quale le autorità Uk e Ue si siederanno al tavolo di negoziati per definire i dettagli del divorzio.

Un periodo, che il premier britannico Boris Johnson si è impegnato a non prorogare oltre il 2020, mettendolo nero su bianco nella legge (European Union Withdrawal Agreement Act 2020) appena firmata dalla regina.

In questa fase, come confermano dall’Ambasciata britannica a Roma, tutto resta come prima. Non cambia dunque nulla per chi viaggia verso il Regno Unito, che potrà recarsi nel Paese con un documento di riconoscimento valido (carta di identità cartacea inclusa). Stesso discorso vale anche per norme attuali in materia di commercio e affari.

Dal primo febbraio parte la fase di transizione

Dopo la fase di transizione, dal 1 gennaio 2021 vigerà quanto concordato durante tutto il periodo di transizione in merito ai futuri rapporti tra UK e paesi UE.

Maggiori dettagli sulle relazioni tra Londra e Bruxelles arriveranno nei prossimi giorni. Già domani è in calendario a Roma una conferenza stampa indetta dall’Ambiasciata Uk. Mentre per la prossima settimana è atteso un discorso del primo ministro Boris Johnson, che dovrebbe fare il punto sulle trattative per “la separazione”.

A rasserenare gli animi sul futuro degli italiani in Gran Bretagna, ci ha pensato ieri il viceministro all’Interno Brandon Lewis, dopo una recente e controversa intervista in cui lo stesso Lewis aveva accennato all’ipotesi di espulsioni di cittadini Ue non iscritti, entro il giugno 2021, alla piattaforma “Settlement Scheme”, istituita dal governo britannico per mantenere i propri diritti in Regno Unito

 “Non cacceremo nessuno”, ha spiegato Lewis, in un’intervista a Repubblica . “In quell’occasione è stato travisato il mio pensiero nell’esortare italiani ed europei a iscriversi al programma cui bastano solo 10-15 minuti di tempo. Di certo avremo la giusta flessibilità nei confronti dei cittadini Ue che non si saranno ancora iscritti per una serie di ragioni”.