Brexit, Cameron accusa Merkel e flop politiche migratorie

29 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Ma perché gli inglesi hanno votato per uscire dall’Unione europea, facendo vincere così il fronte del “Leave” capitanato dall’ex sindaco di Londra Boris Jhonson e dal capo dell’UKIP Niegel Farage?

La chiave di tutto è da ricercarsi nelle politiche migratorie, adottate dall’Unione e miseramente fallite. Il voto sulla Brexit entrerà negli annali della storia ma anche la governance di David Cameron, il primo ministro inglese che ha fallito clamorosamente la scommessa sul referendum per l’uscita dall’Ue. “Nella sua ultima estate da leader” – come scrive l’agenzia di stampa Bloomberg – Cameron ha parlato ai sui ormai ex colleghi di Bruxelles ammettendo la sconfitta e il suo fallimento.

Il premier inglese non è riuscito a capovolgere la situazione e ha affermato dinanzi ai leader europei di aver perso il referendum, perché non è riuscito a rassicurare gli inglesi preoccupati per l’ondata migratoria senza precedenti che ha sconvolto l’Unione europea.

Proprio i timori derivanti dalla crisi dei migranti è stato un fattore scatenante per l’esito referendario sulla Brexit dello scorso 23 giugno. In realtà Cameron non lo dice apertamente ma il riferimento è chiaro: la colpa di tutto è di Angela Merkel, la cancelliera tedesca le cui politiche migratorie imposte all’Ue hanno scatenato l’ondata di profughi e che alla fine ha finito per essere il fattore chiave dell’esito del referendum. Come riporta il Financial Times, la cancelliera Merkel e altri leader “hanno bloccato le richieste inglese, arrivate prima del referendum, di mettere un freno sui numeri dei migranti.”

Annunciando subito dopo l’esito referendario le sue dimissioni a ottobre, il premier inglese ha sottolineato che Gran Bretagna e Unione europea devono mantenere un “rapporto economico più vicino possibile” ma parlando con i suoi ha ammesso che il Regno Unito non poteva continuare ad accettare un gran numero di migranti dall’Europa “anche se ciò significava perdere l’accesso al mercato unico”.

Fonte: Zerohedge