Brexit, Bce ferma la scappatoia commerciale delle banche

8 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Le banche hanno un tempo massimo di tre anni dopo la Brexit per limitare l’uso dei modelli “back-to-back” che facilitano il mantenimento del personale e dei capitali nel Regno Unito. L’avvertimento lo lancia la Bce come scrive il Financial Times che mira così a reprimere una pratica che molti nella City ritengono avrebbe aiutato Londra a mantenere la sua posizione finanziaria di supremazia in Ue dopo la Brexit.

Un’operazione “back-to-back” è un’operazione finanziaria mediante la quale una società registra a Londra le operazioni e i prestiti trattati nell’UE. In altre parole l’operazione permette effettivamente alle banche e alle altre istituzioni di svolgere attività in un unico mercato, ma trasferendola in un altro. Ad esempio, una banca potrebbe svolgere un’attività a Parigi, ma trasferirla a Londra.  Secondo quanto riferito, molte istituzioni finanziarie hanno pianificato di utilizzare tale operazione back to back come mezzo per continuare a centralizzare molte delle loro attività europee a Londra anche dopo che il Regno Unito uscirà dal mercato unico.

Ma ora la BCE, tuttavia, sembra bloccare questi piani e secondo le fonti interpellate dal FT la Banca centrale europea guidata da Mario Draghi darà tempo alle istituzioni finanziarie fino al 2022 “per limitare la loro dipendenza” dall’uso della pratica. Questa dura presa di posizione da parte della BCE sembra essere in contrasto con le parole di Andrea Enria, capo dell’Autorità bancaria europea che sempre dalle pagine del FT aveva sostenuto che Bruxelles non avrebbe deciso alcun divieto in tal senso.