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Brexit, Barnier avverte Londra: “l’orologio ticchetta”

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Il negoziatore della Brexit per l’Unione Europea Michel Barnier ha chiarito che senza un accordo di massima sulle tre questioni chiave, i diritti dei rispettivi espatriati, il ruolo della Corte europea di giustizia e il riconoscimento del denaro dovuto all’Ue, le discussioni con il Regno Unito non possono proseguire. Barnier, che ha parlato a Bruxelles, ha insistito sul fatto che l’Ue non sta facendo pressioni per costringere il partner ad abbandonare i negoziati: sul tema della Corte di giustizia, la giurisdizione competente per i diritti dei residenti delle due aree che vivono all’estero resta quella europea, ha affermato. Per quanto concerne invece il cosiddetto Brexit bill, ovvero il conto da saldare per l’uscita dal blocco, Barnier ha rigettato la definizione stessa attribuita dalla stampa in quanto si tratta di somme il cui pagamento era già stato pattuito. Pertanto, esse andrebbero considerate come un saldamento dei conti.
Barnier, poi, ha risposto con una battuta al ministro degli Esteri ed ex volto chiave della campagna por Brexit, Boris Johnson, il quale ha detto che l’Ue avrebbe fischiato nel vento nel tentativo di incassare i miliardi del bill (“to go whistle”, cioè fare richieste velleitarie come un fischietto nel vento): “Non sento nessun fischietto, solo il ticchettio di un orologio”, ha dichiarato Barnier.

Il negoziatore dell’Ue ha confermato che incontrerà domani il capo dell’opposizione britannica, il laburista Jeremy Corbyn, così come la premier scozzese Nicola Sturgeon: entrambi sono stati sostenitori del Remain e potrebbero divenire sponde interne per il raggiungimento di una Brexit più morbida.